Fine anno è sempre periodo di bilanci. Un momento nel quale si traccia una linea e si analizzano i 12 mesi che ci si lascia alle spalle. E’ tempo di bilancio anche per la politica, soprattutto a Torre Annunziata. Il 2021 è stato “l’horribilis annus” per la città oplontina, segnata, sul piano politico, dagli scandali delle mazzette, gli arresti eccellenti e l’arrivo della commissione d’accesso. Esattamente 12 mesi fa veniva commissariato il circolo locale del Pd. Ne parliamo con l’ex segretario cittadino dei Dem, Francesco Savarese, che appunto un anno fa, fu mandato a casa dai vertici provinciali del partito.

Savarese dopo un anno qual è il suo giudizio sull’azione politica messa in campo?

“C’è un fallimento totale della linea portata avanti dai vertici provinciali del partito. In 12 mesi hanno prima provato a sostenere Ascione, poi l’hanno scaricato. Poi hanno presentato la mozione di sfiducia e poi non sono riusciti a raccogliere i numeri. E, dulcis in fundo, si naviga a vista senza sapere quando si farà il congresso”.

Intanto però oggi il suo partito è molto critico con Ascione. Da mesi ne chiede le dimissioni.

“Adesso è facile, dopo gli scandali. La mia segreteria per mesi, molto tempo prima dell’arresto di Ariano, ha criticato aspramente l’operato del sindaco. Abbiamo denunciato la condotta poco trasparente di diversi uffici, abbiamo detto a più riprese che Torre Annunziata era allo sbando. Il Pd provinciale ha prima fatto una giunta con Ascione, poi ha chiesto l’intervento di Diana e Caiazzo e, alla fine, hanno scaricato Ascione. Sono arrivati alle mie stesse conclusioni, con un anno e mezzo di ritardo”.

La mozione però in aula è stata presentata. E pubblicamente il PD si è schierato contro il sindaco.

“La mozione è stata solo uno specchietto per le allodole, si sapeva che i numeri non c’erano. Se il PD oggi vuole veramente dare una svolta, non può non partire da una autocritica profonda degli ultimi 20 anni. Dire solo “Ascione a casa” è troppo facile. Occorre una rivoluzione completa dei quadri dirigenti. Quest’assenza di autocritica è stato uno dei motivi che non hanno consentito di raccogliere i voti necessari per approvare la mozione. E’ un flop il cui responsabile è il commissario Persico, ridotto oramai a capocorrente”.

Il circolo è commissariato da 12 mesi esatti. Quando ci sarà il congresso?

“Non lo so. Nel 2021 in Italia ci sono stati 60 congressi di federazione, di cui 11 regionali, che venivano da un tempo di commissariamento inferiore. Dopo un anno non abbiamo ancora nessuna prospettiva. Questo commissariamento di fatto impedisce al circolo di discutere e provare ad in intercettare le esigenze del territorio, soprattutto in un momento così delicato e doloroso per la città”

Tra 6 mesi si andrà al voto, sempre che la Commissione d’accesso non opti per lo scioglimento. Il PD secondo lei è pronto al voto?

“Credo che bisogna ridare la parola agli iscritti il prima possibile. Questo commissariamento rappresenta un lockdown del dibattito pubblico. Sia che si vada a votare tra sei mesi, sia che ci sia lo scioglimento, il partito deve essere pronto e avere una propria agenda. E questo può avvenire solo con un congresso vero da fare quanto prima”.

Lei parlava di nuova stagione, ma intanto il PD è visto dalla città come responsabile del declino.

“IL PD governa la città da decenni ed è responsabile, nel bene e nel male, della condizione in cui versa oggi la città. Se il partito deve o meno rappresentare un punto di riferimento in città per il futuro, questo dipende solo dai vertici provinciali, che hanno ridotto in questi mesi il circolo a colonia della Federazione. Prima finisce il commissariamento, prima si ridà la parola agli iscritti, prima il PD potrà mettere in piedi una proposta politica e una nuova classe dirigente per il futuro”.


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