“La gente ti chiede una critica, ma in realtà vuole soltanto una lode”. Così scriveva nel 1915 William Somerset Maugham. E’ questo il senso che traspare dal comunicato della società AC Savoia 1908 con il quale si prova a vietare al nostro collaboratore Gianluca Buonocore l’accesso allo stadio, sia in occasione delle gare ufficiali, sia in occasione delle conferenze stampa settimanali. Con una nota stampa infatti ieri sera la società ha detto basta – riportiamo testualmente – “ad un disegno distruttivo ben determinato”. Parole pesanti ed estremamente pericolose che la Società usa (speriamo) senza rendersene conto.

Motivo del comunicato un articolo pubblicato sul nostro giornale on line nel quale abbiamo intervistato il procuratore del giocatore Di Nunzio. Un articolo sul quale abbiamo provato a far rispondere la controparte (il dg Eupremio Carruezzo), se solo non si fosse negata al telefono e su Whats App (come dimostrano le immagini). Tentativo portato avanti per tutto il pomeriggio di ieri perché questa redazione conosce bene le regole della deontologia professionale e il rispetto giornalistico.

In ogni caso, al di là della vicenda specifica (raccontata anche in basso dal nostro collaboratore) il comunicato diramato dal Savoia è triste e figlio di una mentalità di basso livello. E’ palese il tentativo di offrire all’opinione pubblica, delusa dai risultati di questa gestione societaria, un capro espiatorio. Il classico “giornalista cattivo” che ha tutte le colpe, che “destabilizza” l’ambiente. E’ un giochino già visto a Torre Annunziata ed in altre realtà: ma i tifosi, l’opinione pubblica torrese e non solo è fatta da persone intelligenti in grado di capire quando i “furbi” scendono in campo.

Furbi che provano ad urlare “al lupo! al lupo”, provando a distogliere l’attenzione dai risultati finora fallimentari della società sui quali facciamo delle riflessioni:

1) Questa società non ha alcun merito nella promozione in Lega Pro, i cui artefici sono due persone, (le uniche due ironia della sorte) che non hanno potuto godersi la festa promozione. Questa società, guidata dal Consorzio Stabile Segesta, è subentrata successivamente. E’ questa è storia.

2) E’ falso quando si dice che le critiche non hanno mai portato a nulla. Ai bambini delle scuole elementari si insegna ad avere uno spirito critico. Le critiche, precise circostanziate e non pretestuose, servono da sprone a migliorare e a correggere gli errori. E questa società, di errori, ne ha fatti una marea, e non lo diciamo noi, ma la classifica del campionato.

3)Probabilmente si dirà che la posizione in campionato è colpa del precedente amministratore Francesco Maglione. Vero, ma è anche vero che sono stati Manca e company ad affidare a Maglione la gestione del Savoia (se avete un’attività che decidete di affidare in gestione a un esterno, e dopo un po’ vi rendete conto che l’attività sta andando a rotoli, la colpa è solo di chi l’ha gestita o anche vostra che non avete controllato a dovere?)

Il sig. Quirico Manca non è il “padrone delle ferriere” che può alzarsi e a seconda dell’umore o del gradimento della critica decidere se far entrare o no allo stadio un giornalista. Non siamo al Colosseo dove il pollice verso del Principe decide la vita (professionale) o la morte (civile) di un giornalista. Noi di Principi ne vediamo davvero pochi: tanti invece sono i servi sciocchi, i cardinali che tramano nell’ombra, i reggenti di un potere fondato sul nulla. Forse un bagno di umiltà, l’assunzione delle proprie responsabilità, renderebbe questo clima meno velenoso e favorirebbe il dialogo. Rispediamo quindi al mittente ogni tentativo di vietare il sacrosanto diritto di cronaca e porteremo la vicenda a tutti i livelli. Le società sportive possono scegliersi i giocatori, gli allenatori, i magazzinieri, ma i giornalisti no. Forse possono comprare il favore di qualche sito amico che decide di vendersi, ma noi no. Non siamo in vendita, continueremo il nostro lavoro indipendente, rispondendo unicamente ai nostri lettori, che fatevene una ragione, sono tanti, ma davvero tanti.

Catello Germano

Direttore Responsabile Lostrillone.tv

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Era il 5 settembre del 2010 ed ero stato incaricato di recarmi allo stadio Giraud per seguire Savoia-Internapoli, valevole per il primo turno di coppa Italia di Eccellenza e Promozione. Non proprio una finale di Champions League, ma comunque un piccolo grande traguardo per chi come me ha sempre desiderato diventare giornalista. E soprattutto un grande onore per chi da bambino cercava anche passaggi di fortuna pur di poter essere vicino alla propria squadra del cuore in qualsiasi campo della Campania. Si può dire che proprio dal gol di Luca Balzano, tra l’altro mio grande amico, sia cominciata la scalata del Savoia e anche la mia nel mondo del lavoro.

Sabati sera a casa e domeniche mattina che iniziavano all’alba pur di raccontare nel migliore dei modi e con un occhio sempre attento le vicende del mio amato Savoia. Dall’angusto stadio di Montepertuso fino al maestoso Arechi di Salerno non mi ha mai fermato nulla, nemmeno la pioggia battente di San Sebastiano e Poggiamarino. L’anno scorso ho anche avuto la fortuna di festeggiare la promozione in Lega Pro, un ulteriore step da affrontare  e una scommessa da vincere, per me abituato al calcio dilettantistico più puro e a sport sempre belli e interessanti come il basket e il volley.

L’annata non è cominciata sotto i più buoni auspici, ma ho tentato sempre di portare avanti la mia linea. Grazie ai sacrifici della mia testata, il giornalismo per me è un lavoro e anche se il tifoso che è dentro di me è costretto a stare in silenzio posso dire di non aver mai agito con cattiveria. Soprattutto nei confronti di chi troppo spesso mi ha accusato in maniera feroce e gratuita.

Nella giornata di ieri come sempre ero a lavoro e sono stato contattato da Augusto Carpeggiani, procuratore del difensore del Savoia Francesco Di Nunzio, che con grande signorilità si è ricordato di una mia telefonata avvenuta il giorno prima alla quale non aveva potuto rispondere. Da buon cronista ho riportato fedelmente le  sue dichiarazioni e il primo pensiero che ho avuto dopo la pubblicazione della notizia è stato quello di chiamare la controparte, com’è giusto che sia. Dalle 15,43 alle 20,29 ho provato per ben cinque volte dal mio cellulare (più altre due dal fisso della mia redazione) a rintracciare il direttore generale del Savoia Eupremio Carruezzo. Addirittura nell’ultimo tentativo ho ricevuto il rifiuto della telefonata. Non mi sono dato per vinto e  pur di avvertirlo ho inviato un sms e un messaggio su Whatsapp, visualizzato, ma ovviamente senza una risposta.

Poi in tarda serata viene diramato un ‘triste’ comunicato nel quale non solo vengo accusato di aver usato per chissà quale disegno distruttivo una linea più ‘morbida’ con l’ex amministratore unico Francesco Maglione, ma che addirittura riporterei inesattezze e pettegolezzi che non fanno altro che danneggiare il Savoia calcio. . Morale della favola non potrò più assistere alle conferenze stampa e mi sarà negato anche l’accredito per gli incontri ufficiali al Giraud.

Ammetto di averlo scoperto solo alle 23 passate dopo la mia consueta partita con gli amici il martedì e sono rimasto sbigottito e perplesso.

Onestamente da una società con oltre cent’anni di storia mi sarei aspettato un comportamento ben diverso, anche se nel corso del tempo tanti sono stati gli ostacoli che ho dovuto superare a causa dei soliti maliziosi. Però far passare un onesto lavoratore, per di più cresciuto con l’amore per i bianchi, per uno ‘che rema contro’ è stato davvero troppo. Credo con fermezza di avere la coscienza pulita ed ho inoltre la fortuna di possedere amici e colleghi (purtroppo non tutti) che mi stanno vicino e sono convinti della mia buona fede.

Adesso il tifoso che è in me è ferito e guarda con nostalgia e qualche lacrima che scorre dal viso l’infinita collezione di maglie e i ricordi fotografici che hanno segnato parte della mia vita.

Però il giornalista ne esce rafforzato. La mia voglia di raccontare la verità, che sia sul Savoia o che sia di qualsiasi squadra del mondo sarà sempre la stessa.

Gianluca Buonocore

Giornalista

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