Uno sfogo lungo e ricco di messaggi. Nazario Matachione, presidente del Savoia, non ci sta dopo le critiche ricevuto per la sconfitta di ieri dei bianchi sul campo del Casoria. Il manager farmaceutico ha chiesto unione alla piazza, lanciando anche qualche frecciata a Liccardi. Al "non c'era nemmeno un pallone", frase celebre di De Laurentiis al suo arrivo a Napoli, all'ultimatum all'attaccante che rischia di rimanere in tribuna senza stipendio. Matachione ne ha per tutti e vuole una maggiore partecipazione e pazienza da parte dei tifosi di Torre Annunziata.

“Ho atteso qualche ora prima di commentare l’esito della partita. Con profondo rammarico devo evidenziare che sono molto dispiaciuto per le sterili ed incomprensibili critiche da parte di alcuni della tifoseria. È doveroso allora fermarci un attimo e fare un passo indietro. Ricordo a me stesso che abbiamo rilevato la società il 16 novembre  per la precisione 21 giorni fa, quando i tifosi erano smarriti e destabilizzati dal terrore di vedere calpestata la propria maglia, la fede e la passione per il Savoia, tutto sembrava essere ad un passo dalla fine. Ripeto, 21 giorni fa ci siamo trovati di fronte ad un disastro abissale. Abbiamo trovato una squadra senza un solo pallone, senza magliette, senza stadio,senza una struttura adeguata per fare gli allenamenti, senza i soldi per mangiare costretta a spostarsi in trasferta con le collette dei tifosi. Non c’era né un preparatore atletico né un preparatore dei portieri, il presidente era un tifoso insieme a due altri tifosi. Noi non abbiamo avuto paura, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo, anche in tempi record, ricominciato a costruire dai palloni in poi. In soli 21 giorni, ripeto in 21 giorni abbiamo ricostruito tutto, uno stadio dove disputare le partite casalinghe, un adeguato campo per gli allenamenti, un adeguato abbigliamento sportivo, un allenatore di categoria superiore, un preparatore atletico, un allenatore dei portieri. Ma la cosa più importante abbiamo ridato la dignità ai tifosi di poter essere tali e di poter tornare allo stadio per tifare la propria squadra. Ripeto tutto questo sempre in soli 21 giorni. Allora devo prendere atto che è finito il tempo del bel calcio, animato da fede e passione, ma soprattutto di competenza. Facciamo un po’ di ordine! Il mercato di dicembre è un mercato riparatore che serve per aggiustare  la squadra, per qualche innesto, mai si è visto nella storia del calcio che si crea dalle basi una squadra con il mercato di dicembre!! A dicembre nessuno mai si leva un giocatore importante! Noi invece in soli 5 giorni di apertura del mercato abbiamo acquistato 5 giocatori di categoria superiore. Tutti, nessuno escluso, che provengono dalla D! E non ci siamo ancora fermati. Non si può pensare che i risultati siamo immediati, il nuovo allenatore e i nuovi acquisti hanno bisogno dei necessari tempi tecnici. Va considerato che ieri abbiamo giocato senza i tre pilastri, due infortunati, uno squalificato. Solo degli incompetenti potevano immaginare o pensare che una squadra senza 3 giocatori importanti e 5 nuovi giocatori entrati  da pochi giorni potessero già dare risultati. Ci vogliono almeno 1/2 settimane per prepararli ed integrarli, e ripeto senza le tre pedine più importanti.

L’attaccante? Abbiamo il più forte attaccante della categoria, Ieri ho messo da parte ogni cosa e prima di venire allo stadio ho dedicato il mio tempo a Liccardi cercando di fargli comprendere che la squadra ha bisogno di lui, che il nostro attaccante è lui. Sono certo e spero che, da professionista serio e qualificato come è, da giocatore appassionato che mi ha dimostrato essere nel corso del nostro confronto, Liccardi venerdì si unirà alla squadra e che sabato scenderà in campo a combattere con noi. Ha superato, grazie alla pausa, anche dei piccoli problemi fisici. Sono certo ma soprattutto spero che non farà come il comandante Schettino che ha abbandonato la nave i suoi uomini con tutti i passeggeri pensando solo a se stesso. Ripeto ma soprattutto sono certo che Liccardi è un uomo, venerdì lo dimostrerà. Contrariamente e ripeto non lo voglio minimamente pensare, qualora non si dovesse presentare si farà tutto il campionato in tribuna e senza stipendio. Perché certe situazioni non le accetterò, perché chi assume un impegno lo deve onorare e rispettare. Ma ripeto ieri ho conosciuto un uomo vero che aveva solo bisogno di un po’ di riposo.

La società sta facendo un appassionato lavoro senza sosta e non possiamo sentirci abbandonati e criticati dalla tifoseria che dovrebbe sostenerci. Ieri allo stadio con me c’era il dott. Pino Iodice, che dovrebbe di certo calpestare campi di altri livelli, ma ha deciso di stare con noi. Sempre al mio fianco e in prima linea i due vice presidenti dott. Arcangelo Sessa e il dott. Francesco Servillo. Il dott. Marco Limoncelli dietro le  quinte sta lavorando per definire e lanciare il 16 dicembre il motore finanziario dello holding, gli altri professionisti stanno predisponendo tutti gli adempimenti tecnico/amministrativo, una azienda in totale attività senza soste. Emanuele Filiberto da Los Angeles sempre in totale filo diretto per seguire e firmare tutto essendo legale rappresentante. Allo stadio c’era anche l’amministratore della holding, il dott. Marcello Pica, che per mera passione e come riconoscimento ai tifosi ieri ha deciso di interrompere i suoi viaggi internazionali di lavoro, incastrare dei voli solo per essere sul campo. Il dott. Pica, avvertendo la mancanza di sostegno, di rientro all’aeroporto mi ha chiesto per cosa stessimo mettendo tanto impegno e per cosa io in prima persona stia lavorando tanto? La mia risposta è stata che facciamo  tutto questo per l’amore del nostro territorio, la fiducia per il cambiamento, ma soprattutto per l’impegno preso! Ma l’amore e la vicinanza vanno ricambiati altrimenti non hanno senso. E ieri questa vicinanza è venuta a mancare. Queste mie parole sono mosse solo dalla voglia di condivisione e confronto. Stiamo andando nella stessa direzione e se ci perdiamo in vane e incompetenti critiche abbiamo già perso. La più grande delle sconfitte è il non lottare insieme per la squadra, non sostenere la fede e la passione unica che ci muove tutti. Mi aspetto sabato uno stadio pieno, vicino alla squadra e alla società, che lascia a casa le critiche e porta con se solo la voglia di incitare la squadra e sventolare la passione sana e costruttiva per la propria squadra. È questo che mi aspetto dai tifosi della nostra squadra, è questo il primo passo per la vittoria. E che la Madonna ci assista tutti! Buona festa!”


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