Una serie innumerevole di presidenti in undici anni. Un Savoia a porte scorrevoli, che ha mandato letteralmente in confusione l’intero ambiente calcistico di Torre Annunziata. Sfortuna in qualche caso, ma anche tanta improvvisazione e zero amore per il territorio oplontino.

‘Portare il presidente’ a Torre Annunziata è ormai diventato un tormentone, peggio di quelle hit estive che si ascoltano sempre in radio. Un dejavù al quale gli appassionati dei bianchi ormai sono abituati, con sempre i soliti personaggi pronti a cercare notorietà.

E’ iniziato tutto nel 2010 con l’Atletico che diventò Savoia. Forse la cordata torrese verrà ricordata come quella migliore, anche se spesso criticata. Con Pasquale Vitter in panchina e Aniello Langella Ds si riaccese la passione. Indimenticabile la notte dei 6mila contro il Gladiator nella semifinale di coppa al Giraud. Il testimone di numero uno passò da Pino Caiazzo a Raffaele Verdezza. Dopo aver vinto a  mani i campionati di Promozione e Eccellenza si creò l’asse con l’avellinese Sergio Contino.

Una stagione in D, poi l'avvento di Lazzaro Luce nel 2013. I guai giudiziari dell’imprenditore casertano non compromisero la cavalcata vincente del Savoia che tornò tra i professionisti dopo 13 stagioni. L’anno di C, con a capo prima Francesco Maglione e poi Quirico Manca, resterà nella memoria come uno dei più terribili della centenaria storia del Savoia.

Pronta la ricaduta tra i dilettanti. Nel 2015 ecco giungere a Torre Annunziata il funambolico Arnaldo Todisco, che a seguito di critiche si portò via il titolo. Successivamente ecco il ‘muto’ Ciro Altea affiancato da Gaetano Battiloro nella gestione. E per fortuna fu evitato l’arrivo di Carmine Franco, ex presidente del Gragnano, anche lui al centro di beghe giudiziarie. Nel 2017 l’approdo, via Frattese, di Antonio Nuzzo. Altro campionato di Eccellenza stracciato, con annessa coppa Italia, e la bandiera bianca al termine dello stesso.

Infine Alfonso Mazzamauro, accolto come sempre con i tappeti d’oro, ha dimostrato di non aver mai apprezzato Torre Annunziata. Scuse su scuse per portare via il titolo. Oggettiva anche la colpa da parte della politica, con il sindaco Vincenzo Ascione travolto da vari guai di corruzione all’interno del Comune. Ma l’impreditore, ora a trasferitosi a Giugliano, ha sempre aspramente criticato l’intera Torre Annunziata. Poco avvezzo alle critiche, ha provato ogni volta a trovare il pelo nell’uovo.

Negli ultimi giorni si era parlato dell’arrivo di Riccardo Franceschini, che proprio a Giugliano ha avuto una parentesi non memorabile. Ma quest’ultimo ha deciso di fare calcio a Casoria.

Il Savoia non sarà ai nastri di partenza. E forse è meglio così. Meglio un anno di stop, che l’ennesima delusione.