La camorra oggi è in ginocchio, battuta, ferita, vinta. Il merito è di una sola sentenza, ma zeppa di super-condanne. Arrivano tutte in abbreviato e dal Gup di Napoli Antonio Cairo: sono 35 i narcos di 4 potentissimi clan - Gionta di Torre Annunziata, Di Gioia di Torre del Greco, Nuvoletta di Marano e Contini di Napoli – che dovranno scontare 323 anni di carcere totali.

Tre secoli e mezzo di galera, anno più, anno meno (460 invece quelli richiesti dal pm Antimafia Maria Di Mauro, ndr). Per la Dda partenopea, la “santa alleanza” serviva ai clan per imbottire di droga dalla Spagna e dall’Olanda le piazze di spaccio vesuviane e a nord di Napoli (vedi link correlato). Le pene più pesanti ai promotori del cartello, condannati tutti per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico.

Tra questi Giuseppe Cirillo, 37 anni, il “broker” della coca di Torre Annunziata (ritenuto vicino ai Gionta e noto col soprannome di “Peppe o’ caprone”), che oggi becca sedici anni e otto mesi (la pena più bassa tra quella inflitta ai promotori). Per lui, difeso dall’avvocato Antonio De Martino, l’accusa aveva chiesto 26 anni di galera. Cirillo, il 29 ottobre scorso, sfuggì al blitz dei carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata e di Napoli, che quel giorno sequestrarono 600 chili di cocaina purissima. Droga nascosta nei doppifondi di camion in viaggio sulle autostrade di mezza Europa. “Peppe o’ caprone” finì poi la sua corsa in Germania, pochi giorni dopo il blitz che distrusse quel cartello, fermato ad un posto di blocco della “Polizei”, la polizia tedesca.

Diciotto invece gli anni di pena inflitti a Raffaele Sperandeo, cognato del boss Aldo Gionta: il referente dell’ex “primula rossa” dei Valentini, Salvatore Paduano, in pratica l’uomo chiave dell’inchiesta che per i pm riceveva sul telefonino (6 i numeri cambiati da Sperandeo e nel giro di poche settimane, secondo l’ordinanza che l’ha inchiodato) messaggi come…“I vestiti sono pronti e stirati”. Ed allora il camion poteva partire direzione Spagna, per fare il carico da smerciare tra Torre Annunziata, Torre del Greco e Marano.

Va meglio infine a Catello Buondonno (difeso dall’avvocato Salvatore Irlando): per lui l’Antimafia aveva invocato quindici anni di carcere. Dovrà scontarne dieci, ma col dissequestro di un grosso appezzamento di terra, in via Terragneta a Torre Annunziata, intestato al papà. In basso, tutte le condanne a capi e corrieri.      

LA SENTENZA:

Gaetano Antille: 10 anni

Aniello Bianco: 8 anni

Antonino Bonura:  8 anni

Catello Buondonno:  10 anni

Gianluca Busiello: 3 anni

Antonio Cappuccio: 9 anni e 4 mesi

Luigi Carotenuto: 6 anni

Luigi Cella: 18 anni e 8 mesi

Salvatore Cella: 10 anni

Pasquale Cesaro: 16anni e 8 mesi

Salvatore Cioffi: 6 anni e 8 mesi

Giuseppe Cirillo: 16 anni e 8 mesi

Filippo Cuomo: 3 anni e 4 mesi

Isidoro Di Gioia: 7 anni e 8 mesi

Vincenzo Giannetti: 9 anni e 4 mesi

Salvatore Giordano: 6 anni

Francesco Giorgio: 10 anni

Giuseppe Giorgio: 10 anni

Aniello Giugliano: 5 anni e 2 mesi

Luigi Mancini: 2 anni e 8 mesi

Angelo Mariani: 10 anni e 8 mesi

Luigi Mastellone: 18 anni e 8 mesi

Castrese Nettuno: 9 anni

Daniele Nettuno: 10 anni

Vincenzo Nettuno: 9 anni

Antonio Nuvoletto: 16 anni e 8 mesi

Oscar Pecorelli: 12 anni

Gerardo Pinto: 6 anni

Enrico Piro: 6 anni

Vincenzo Santillo: 10 anni

Vincenzo Severino: 8 anni e 8 mesi

Raffaele Sperandeo: 18 anni

Pasquale Tammaro: 3 anni

Mario Verbo: 5 anni

Giuseppe Vitiello: 3 anni e 4 mesi   

Le richieste di condanna