Rinviati a giudizio l’ex vicesindaco di Torre Annunziata Luigi Ammendola e l’ex dirigente dell’ufficio tecnico Nunzio Ariano.

Partito il processo che ricostruisce la nuova “tangentopoli oplontina”, il giro di mazzette che “regolamentava” l’affidamento di appalti tramite la compiacenza di dipendenti comunali, politici e imprenditori di Torre Annunziata e dintorni.

Ieri mattina il Gup Mararno ha rinviato a giudizio anche le dipendenti comunali Maria Rapacciuolo e Maria Rosaria Quartuccio, oltre al presidente del Consorzio Vecchio Mercatino Raffaele Costanzo. Sono accusati a vario titolo di corruzione, induzione indebita, truffa, frode nelle pubbliche forniture, turbata libertà degli incanti, falso, falso ideologico e sostituzione di persona.

Ha invece ottenuto la messa alla prova Vincenzo Supino, l'imprenditore che per la sua ditta, la Supino Group, ha patteggiato la pena. Patteggiarono la pena sospesa già la scorsa primavera anche l'altro imprenditore coinvolto Amedeo Carluccio e uno dei dipendenti comunali Carmine Salvatore, mentre è stata archiviata la posizione dell'altro dipendente comunale Luigi Gaglione, prosciolto da ogni accusa.

Secondo la Procura di Torre Annunziata, negli uffici comunali gli appalti venivano affidati solo dopo il pagamento di tangenti, anche del 10 per cento degli importi. Questo è stato ricostruito nel corso delle indagini condotte dai finanzieri del Gruppo di Torre Annunziata, agli ordini del colonnello Gennaro Pino.

Figura chiave secondo l'accusa era quella di Ariano, già condannato per singoli episodi di corruzione e arrestato in flagranza di reato dopo aver intascato dall'imprenditore Supino una mazzetta da 10mila euro divisa in due parti uguali da 5mila, una delle quali riservata alla "parte politica". Parte politica che gli investigatori hanno individuato proprio in Ammendola, vicesindaco fino a fine 2020 con delega ai lavori pubblici. Quei soldi avrebbero permesso alla Supino Group di ottenere l'appalto per la messa in sicurezza alle normative covid di alcune scuole comunali, tra cui il plesso dedicato a Giancarlo Siani. Le mazzette, secondo l'accusa, sarebbero servite anche per assegnare con affidamenti diretti a imprenditori amici lavori per demolire un balcone pericolante, lavori per il restyling a un asilo nido e ancora per gestire la gara per gli stalli del mercatino settimanale.


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