Fu avvertito sull’identità dei sicari di Giuseppe Carpentieri. Tra le carte dell’ordinanza del gip Giovanni De Angelis spunta anche il nome di Giorgio Scaramella. L’uomo che innescò la lite che portò all’omicidio di Maurizio Cerrato lo scorso 19 aprile non è indagato, ma ebbe un ruolo di rilievo nei giorni successivi al raid nei confronti del genero di Valentino Gionta.

A veicolargli il messaggio sono Lucia Gallo, mamma di Michele Colonia (finito in carcere anche lui nell’operazione di ieri), e sua madre Maria Zatico.

Gli spari nei confronti di Carpentieri avvennero in corrispondenza del loro attico. Così avvertirono Giorgio Scaramella di smentire ogni loro eventuale coinvolgimento. E’ Maria Zatico che parla in un’intercettazione del 7 maggio, giorno dopo l’agguato. “Giorgio tu devi spandere la voce al cimitero che chi è stato sono anche nemici miei. Questa parola non ti devi dimenticare perché loro hanno portato il guaio in casa mia”.

Successivamente entrambe fanno riferimento di aver visto Pasquale Cherillo mentre trasportava nei pressi della loro abitazione una borsa. Così la Gallo nell’occasione fa per la prima volta fa i nomi dei sicari. “Wè Giorgio sono stato Lucariello (Cherillo ndr) e Pasquale. Perché 15 giorni fa hanno saltato dal lastrico nostro e mi volevano rubare”. Secca la risposta di Scaramella. “Sono stati quelli là, ma ci vuole un po’ di tempo”.

Scaramella è poi finito in carcere nemmeno un anno dopo e rischia l’ergastolo per la barbara uccisione di Maurizio Cerrato. A infliggere la coltellata fatale a quest’ultimo fu Antonio Cirillo, anche lui colpito dall’ordinanza di ieri perché coinvolto nel clan Gionta.


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