Assolti perché il fatto non sussiste è scritto anche nel dispositivo della seconda sentenza per il processo contro i custodi della Soprintendenza Speciale di Pompei, Ercolano e Stabia, che nel 2012 impugnarono il decreto penale di condanna (pena sospesa) che li riteneva colpevoli dei reati p. e p. dagli art. 81 cpv., 110, 479, 640 cpv. cp.

È quanto stabilisce la sentenza emessa dal Giudice Antonio Pepe alla conclusione dell’udienza del 27.11.2015 per il processo penale contro i dipendenti che avevano partecipato a un progetto di produttività nel 2006.

Davide Fiorentino e Domenico Di Casola  gli avvocati che, in collaborazione, hanno seguito la causa dall’inizio credendo, fermamente, nell’innocenza dei suoi difesi e nella giustizia, distinguendosi come oppositori determinati a controbattere quanto disposto dal decreto penale di condanna emesso contro i custodi.

Davide Fiorentino fa sapere che “Questa sentenza rende giustizia alla società civile e ai lavoratori coinvolti nella realizzazione di un progetto di produttività, tra l’altro con accordo sottoscritto tra amministrazione e sindacati, per compensare le ore di lavoro straordinario realizzate dal personale di vigilanza per garantire lo scambio di consegna tra gli anni 1988 e 1996, mai retribuito dall’amministrazione.

L’accordo tra amministrazione e sindacati fu conseguito a seguito di un periodo di intense rivendicazioni sindacali, con assemblee e scioperi che causarono l’interruzione delle attività ordinarie e l’impossibilità di accesso agli Scavi per i visitatori.

Fu proprio per trovare una soluzione alla vertenza che nel 2004 fu avviato un confronto tra il direttore amministrativo e le organizzazioni sindacali, portando le parti a sottoscrivere l’accordo per la realizzazione di un progetto di produttività che potesse ricompensasse i lavoratori economicamente, anche se non rendeva giustizia per le prestazioni di lavoro rese dal personale di vigilanza.