Cisl, Flp e Unsa chiedono nuove misure di sicurezza contro la diffusione del Coronavirus nella gestione del flusso turistico agli ingressi degli Scavi di Pompei.

Lo si legge in una nota diffusa dai sindacati, che parlano di un "intervento sinergico tra gli amministratori del Parco Archeologico e dell'Ente Comunale di Pompei".

La nota:

"Quella del grande afflusso turistico nelle giornate del martedì, successive alla chiusura settimanale del lunedì ripristinata dopo circa 32 anni dalla sua abolizione, era prevedibile, così come eravamo certi che nessuno si sarebbe preoccupato di aggiornare la programmazione turistica in funzione del graduale aumento di visitatori che si registra quotidianamente.

Il grande afflusso turistico di questi giorni, in tempo di Covid19, ha riproposto un tema, mai analizzato ne dalla gestione del Parco Archeologico di Pompei né da chi gestisce l’Ente Comunale di Pompei, di come evitare gli assembramenti, fuori dalle varie Porte del Sito archeologico, fronteggiando e velocizzando l’ingresso dei visitatori in occasione di un flusso turistico, per grazia di Dio, in continuo aumento.

Alla luce del crescente numero dei visitatori presso il parco circa 10.000 visitatori, nella giornata del 18 agosto, necessita rivedere l’organizzazione delle procedure per accedere al Parco, in quanto non adeguato alle esigenze attuali.

Una soluzione, oltre alla riapertura del lunedì, sarebbe quella di eliminare i controlli del temoscanner inadeguato sia come numero che come percorso e prevedere tale controllo direttamente ai tornelli elettronici evitando assembramenti nel piazzale.

Da parte nostra ci faremo carico, in nome e per conto delle Organizzazioni Sindacali, di sollecitare il Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei affinché si impegni a dotare di termocamere che, rilevando la temperatura corporea, consentano l’apertura o il blocco dei tornelli di ingresso l’attivare della bigliettazione anche presso l’ingresso di Porta Anfiteatro, nonché l’abolizione della chiusura settimanale".