Uno schiaffo alla memoria di Giancarlo Siani. Il figlio del mandante dell’omicidio del giornalista è risultato percettore del reddito di cittadinanza.

Una notizia che sa facendo scalpore e che suscita molte polemiche. Il rampollo della famiglia Baccante, figlio di Luigi Baccante, reggente dell’omonimo clan camorristico dell’area nord che insieme ad Angelo Nuvoletta è stato condannato per l’omicidio del giornalista napoletano Giancarlo Siani, è percettore del bonus.

“Le leggi, al momento, escludono dal diritto al reddito di cittadinanza soltanto chi si sia macchiato di delitti di stampo mafioso, legati al terrorismo e all’eversione o chi abbia dichiarato il falso all’atto della domanda – ha spiegato il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli -. Noi riteniamo che sia indegno e vergognoso che un uomo legato alla camorra venga mantenuto dallo Stato. I camorristi non dichiarano nulla al fisco ovviamente, hanno diversi prestanome, spostano i capitali all’estero e vivono depredando il prossimo. Vanno assolutamente fatte delle modifiche a determinate leggi per impedire che i boss o i loro parenti possano avere addirittura sussidi dallo Stato. Ai camorristi bisogna sequestrare tutti i beni non dare il reddito di cittadinanza. Così facendo – ha concluso l’onorevole - si sta insultando la memoria di Siani e di tutte le vittime e quelle persone che hanno combattuto le mafie e la criminalità”.