E’ morto questo pomeriggio all’età di 79 anni lo scenografo Enzo Celone. Architetto d’interni, pittore, regista, uomo di cultura, “il maestro”, come tanti lo chiamavano, si è dovuto arrendere davanti a un male incurabile. Nato a Torre Annunziata nel 1937, Celone ha collaborato per anni con la Rai, Rai Cinema e Coni oltre ad aver effettuato lavori per aziende di livello nazionale come Alitalia, Fiat e Bnl.

Noto e stimato in città e nell’ambiente di lavoro, era conosciuto ed apprezzato per la sua onestà intellettuale e professionale. Per un breve periodo, nel 2004, fu anche assessore ai Beni Culturali e Ambientali del comune di Torre Annunziata, con l’amministrazione guidata da Francesco Maria Cucolo. Durante il suo mandato si battè molto per il recupero del Teatro Moderno: dopo mesi di battaglie e ostacoli, impossibilitato a portare avanti i suoi progetti, decise di lasciare l’incarico.

Ai figli Raffaella, Rosamaria e Francesco le più sentite condoglianze e un abbraccio forte da parte della redazione de loStrillone.tv

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Ci lascia un uomo perbene. Un uomo che, come pochi, amava veramente la sua terra. Enzo Celone, pur essendosi formato professionalmente lontano da Torre Annunziata, ha sempre mantenuto un legame con la sua città natia. Non ha mai spezzato il cordone ombelicale che, come spesso accade in questi casi, diventa come una molla che ti riporta indietro. Conosciuto e stimato da tante persone, Celone era per certi aspetti un visionario. Un uomo che non si fermava all’apparenza delle cose e cercava soluzioni per rendere migliore la sua Torre, bella ma dannata. Fantasioso, artista, sognava ad occhi aperti ed era un cultore dell’estetica, del bello. Era talmente innamorato del bello che subito mi "rimproverò" quando, diversi anni fa, in occasione di una intervista presso la precedente redazione, vide un armadietto "fuori posto" nella stanza dove allestimmo un piccolo studio televisivo.

Nel periodo in cui ricoprì il ruolo di assessore si battè molto per il recupero del Teatro Moderno, un suo pallino da sempre. Lontano anni luce dai partiti e dalle logiche politiche, Enzo Celone provò a portare nell’amministrazione comunale la sua “visione” delle cose, cominciando proprio dal Moderno, autentico pugno nell’occhio nel cuore della città. Un pugno nell’occhio che, dopo 12 anni dal suo tentativo, è ancora li.

(c.g.)


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