E' iniziato ufficialmente, questa mattina, il nuovo anno scolastico per oltre 7 milioni di studenti. Ma davanti agli istituti è stato subito evidente come la crisi energetica preoccupi il mondo della scuola più del Covid.

I ragazzi infatti sono apparsi ovunque felici di poter entrare in aula, dopo tre anni, senza le mascherine e riuscire a vedersi, a sorridere e a parlare liberamente. Via anche i controlli della temperatura, la dad per i malati, il distanziamento e gli ingressi scaglionati. Ma a dominare, ora, sono i timori sull'approssimarsi dell'inverno, sul conseguente calo delle temperature e sul forte aumento del prezzo del gas.

Contro i rincari dell'energia c'è chi, come i presidenti delle Regioni, i sindaci e gli assessori, sono molto divisi. Da Napoli, l’assessore Maura Striano sostiene "da pedagogista di vedere con diffidenza e preoccupazione l'ipotesi di mandare gli studenti a casa o tenerli a scuola meno tempo per il caro energetico. Lo Stato intervenga a supportare la scuola".

Il Codacons già annuncia ricorsi collettivi contro eventuali provvedimenti locali o nazionali che prevedano il sabato a casa e l'attivazione della Dad. I presidi fanno notare che già l'80% degli istituti scolastici adotta da tempo la “settimana corta” mentre tutte le maggiori sigle sindacali sono decisamente contrarie a ridurre il tempo scuola in presenza, "si risparmi tenendo chiusi i centri commerciali la domenica o mettendo in smartworking per più giorni i lavoratori della Pa", dicono.

Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, rassicura: "Il governo non ha mai parlato di settimana corta a scuola. Siamo convinti che tutti dobbiamo affrontare le problematiche del caro energia, ma la scuola ha già dato".

E mentre nelle scuole superiori, soprattutto delle grandi città, è ancora elevato il numero delle classi affollate, anche con 28-30 o più studenti, è sempre più evidente, negli altri ordini scolastici, il calo delle nascite che ha portato ad una perdita di ben 858 mila allievi in 10 anni. Le scuole paritarie hanno sofferto più di tutte: il calo delle iscrizioni è verticale, quasi il 30%.


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