“De Luca torni sui suoi passi” – sono le parole della ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina su 'La Repubblica' dove dice che "la scuola ha già tanto sofferto nei mesi scorsi, in questo momento dovrebbe essere l'ultima a chiudere".

La decisione del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, di chiudere tutte le scuole di ordine e grado sul territorio regionale fino al 31 ottobre, decisione poi parzialmente ratificata con il via libera alle lezioni in presenza per le scuole dell’infanzia, proprio non va giù.

"Pensavano fosse un rigore a porta vuota. Credevano di poter chiudere le scuole, vanificando l'immenso lavoro fatto quest'estate e gli stessi sacrifici dei ragazzi, senza che ci fosse alcuna reazione. Ma hanno trovato un'intera comunità fatta di docenti, personale scolastico, famiglie, studenti, pronta a parare" – dice la Ministra.

Partire dalle scuole è "una scorciatoia, come mettere la polvere sotto il tappeto. Si pensa che non sia un costo e invece è elevatissimo e mina il futuro del Paese. Stiamo parlando di far esplodere un problema che già abbiamo tantissimo come la dispersione scolastica. Io ci sono stata in Campania. Lì la scuola non è meno importante del pane. Chiuderla significa prendere quei bambini e sottrarre loro un pezzo di futuro enorme, non lasciargli speranza". Mi auguro che "riaprano. Se bisogna organizzare più didattica a distanza, se bisogna lavorare sugli orari, sediamoci, parliamone. Ma non lasciamo quei bambini e quei ragazzini per strada".

Sulla stessa lunghezza d’onda Matteo Renzi, che in una intervista a La Stampa lancia una provocazione: “anziché pensare di inviare l'esercito a controllare movida e negozi, mandiamo i pullman dell'esercito per accompagnare i ragazzi a scuola”. E non nasconde di avercela anche con De Luca: “Non ci rendiamo conto che la nuova generazione sta pagando un prezzo altissimo: scuole chiuse, mancanza di relazione e debito che cresce. Le classi vanno tenute aperte. I rappresentanti delle Istituzioni che vogliono chiuderle ci raccontino che cosa hanno fatto in questi otto mesi, a parte la campagna elettorale”.