Hanno partecipato al commando che ha sequestrato una coppia di coniugi facoltosi. Dopo 6 mesi di ricerche, i carabinieri hanno arrestato gli altri 2 complici. Si tratta di Vincenzo Sansone, alias “Zì Vicienz”, 81enne ritenuto affiliato al clan Limelli – Vangone, e Francesco Terrin, 43enne incensurato. I due, entrambi di Torre Annunziata, sono ritenuti responsabili del reato di rapina, estorsione aggravata e sequestro di persona.

Secondo la procura di Napoli Nord, i due appartengono alla banda di 5 persone che il 12 settembre scorso hanno rapinato e sequestrato una coppia di professionisti facoltosi di Teverola, in provincia di Caserta. I primi tre furono arrestati dopo 48 ore: Vincenzo Gigante e Ruggiero Catapano, entrambi di Napoli, e Raffaele Vitiello di Torre Annunziata.

IL FATTO. La coppia raccontò di essere stata rapinata da persone presentatesi come militari della Guardia di Finanza. I finti finanzieri, muniti di pettorina d'ordinanza e con il volto nascosto da mascherina, avrebbero suonato il campanello di casa intorno alle 6 del mattino, e non appena aperta la porta, hanno subito rivelato le loro reali intenzioni: uno dei malviventi puntò una pistola verso il padrone di casa, ordinandogli di aprire la cassaforte. Gli altri rapinatori immobilizzarono anche la moglie, mettendo poi a soqquadro l'abitazione in cerca di contanti e preziosi. Non contenti del denaro trovato, poco più di un migliaio di euro in contanti, i malviventi pretesero la consegna, entro 2 giorni, di 100mila euro in contanti. In un primo momento sembrarono intenzionati a rapire la donna ed a scambiarla con il denaro, salvo poi desistere dal sequestro. A quel punto, dopo essersi assicurati che la coppia era immobilizzata, fuggirono ricordando alle vittime di preparare l'ingente somma da pagare. Due giorni dopo i banditi giunsero a casa della coppia con un'auto noleggiata. Ad attenderli però c'erano i carabinieri.

LE RICERCHE. I due sono stati trovati grazie alle intercettazioni effettuate in carcere ai tre componenti della banda finiti subito dietro le sbarre. Terrin, incensurato, è stato messo agli arresti domiciliari. Diverso il caso di “Zì Vicienz”, balzato agli onori delle cronache già nel ’92 quando, a seguito di una retata che portò all’arresto di 20 persone e alla morte di un narcotrafficante, tutti affiliati ai Limelli – Vangone, impose il lutto ai negozianti di Torre Annunziata. Per lui si sono aperte le porte del carcere.