Scoprire la ‘parte politica’ che sosteneva il Sistema Ariano. E’ questo l’obiettivo della Procura di Torre Annunziata, che sta provando sempre di più a stringere i ranghi. Nella giornata di ieri è stato ordinato un nuovo arresto nei confronti dell’ex capo dell’Ufficio Tecnico. L’accusa è quella di aver intascato una terza mazzetta per lavori di pitturazione e manutenzione degli infissi nell’asilo nido di via Parini.

Secondo il gruppo guardia di finanza oplontino, Ariano si è avvalso di C.A., imprenditore edile. Per l’ingegnere pendono ancora le accuse di corruzione e falso ideologico in atto pubblico.

E’ la terza mazzetta che viene scoperta dalle fiamme gialle. La prima è stata quella famosa dello scorso 28 dicembre alle Sette Scogliere. In quell’occasione Ariano venne trovato con dieci mila euro in contanti, divisi in due tranche da 5mila, che gli vennero consegnate dall’imprenditore Vincenzo Supino per i lavori di adeguamento alle norme Covid alla scuola “Siani” in via Tagliamonte. Lo scorso aprile Ariano venne raggiunto da una seconda ordinanza per una nuova tangente ricevuta sempre dallo stesso Supino per lavori di manutenzione agli isolati 4 e 5 degli alloggi comunali al Penniniello.

Per la Procura il sistema Ariano non è retto solo dall’ingegnere. Gli investigatori sono a caccia dell’ormai nota ‘parte politica’. Lo scorso 3 giugno era stato anche trovato il primo tassello.  La finanza infatti aveva arrestato l’ex vicesindaco di Torre Annunziata Luigi Ammendola, poi scarcerato dal Riesame qualche settimana dopo. A novembre ci sarà la decisione della Cassazione sul maresciallo, ormai fuori dalla scena politica.

Ma negli uffici e tra i tavoli di via Schiti sono in tanti a tremare. Infatti giovedì 21 ottobre, alla vigilia della festa patronale, entrerà in Tribunale proprio Nunzio Ariano, che sarà giudicato con rito abbreviato. C’è attesa per sapere se l’ingegnere continuerà nella sua linea oppure coinvolgerà altri personaggi.