Lo smart working è entrato con prepotenza nelle vite di milioni di persone in tutto il mondo a causa dell’emergenza sanitaria, andando a sostituire, anche se solo in parte, il lavoro svolto in maniera classica prezzo l’azienda o in ufficio. L’aumento delle misure di distanziamento sociale hanno fatto sì che si cominciasse a ragionare in maniera più concreta sulle prospettive e sui vantaggi di questa modalità di lavoro. Molti lavoratori si sono detti favorevoli a rivedere il loro impegno lavorativo nell’ottica del lavoro agile, ma anche le aziende, intravedono degli scenari utili per limitare le spese legate al costo del lavoro, e alla limitazione delle emissioni nocive per l’ambiente, magari con un’implementazione degli strumenti tecnologici. Ma le risorse informatiche ci sono già e vengono già usate efficacemente sia dagli attori del mondo produttivo che dai privati. Si pensi ad esempio alle VPN, fondamentali per permettere una navigazione sicura e per garantire la protezione dei dati aziendali. utilizzati e inviati durante tutto l’arco della giornata lavorativa.

 

Vantaggi del lavoro svolto da casa

Effetti benefici sull’ambiente

Il lavoro svolto lontano dai classici luoghi di lavoro può garantire tutta una serie di benefici e di implicazioni positive, sia sulle vite dei lavoratori che in ambito ambientale. Secondo alcuni studi , lo smart working è in grado di ridurre le emissioni di CO2 di circa 214 milioni di tonnellate all’anno, l’equivalente della quantità di diossido di carbonio eliminato dall’atmosfera da 5 miliardi e mezzo di alberi.  Insomma, numeri tutt’altro che irrilevanti, raggiungibili con scelte che impattano in maniera neppure troppo ingombrante sulla produttività e sulle vite delle persone. 

Basta fare un rapido ragionamento per capire dov’è il fulcro della questione. Ogni lavoratore passa oltre un’ora sui mezzi di locomozione (nel miglior caso sui mezzi pubblici, ma troppo spesso sulla propria auto), per recarsi sul posto di lavoro e per ritornare al proprio domicilio. Basta sommare i km percorsi da ogni lavoratore  e le emissioni relative, per arrivare all’impatto devastante che hanno questo tipo di spostamenti sull’ambiente. 

Città più vivibili e risparmio sul carburante

Meno macchine sulla strada comporterebbero inoltre una diminuzione del traffico nei punti nevralgici delle nostre città, e quindi livelli di inquinamento acustico inferiori e molto meno stress. In pratica, centri cittadini più vivibili e aria più respirabile.
Ma il risparmio riguarderebbe anche la voce di spesa legata al carburante. Calcolando che la percorrenza media per ogni lavoratore è di 5200 km solo per gli spostamento verso e dal posto di lavoro, i soldi risparmiati sarebbero tanti, con una riduzione delle spese di manutenzione dell’auto che andrà a deteriorarsi più lentamente. 

Più tempo da passare in famiglia

Ma gli aspetti positivi legati a questa modalità di lavoro non sono certo finiti. Operare in remoto permette intanto un aumento della flessibilità nella gestione degli impegni, con la possibilità di passare più tempo con i propri cari e da dedicare alle attività a cui si è più legati. E dal punto di vista della produttività, alcuni studi hanno confermato che i lavoratori, una volta superato il primo periodo di adattamento alle nuove condizioni, si sono dimostrati più efficienti nelle ore lavorative, con un aumento della produttività e dei benefici per le aziende. Un lavoratore felice del proprio lavoro non può che essere una buona notizia per un datore di lavoro.
 

Resistenze da parte delle aziende


Anche se lo smart working esiste da svariati anni, soprattutto in alcune realtà produttive, questa modalità di lavoro è sempre stata vista con sfavore dal mondo dei datori di lavoro, sostanzialmente a causa dell’impossibilità di controllare il lavoratore durante lo svolgimento delle sue mansioni . Nel frattempo però, soprattutto in alcuni paesi come l’Olanda, sono stati creati dei bonus per incentivare il lavoro a distanza, con aumento dei salari e una riduzione dei contributi che ogni azienda deve pagare per ogni lavoratore. Insomma, i segnali affinché lo smart working trovi sempre più spazio nelle nostre vite anche al termine dell’emergenza in corso, ci sono tutte.