Soldi per finta raccomandazione: truffata famiglia di Torre Annunziata
Come accadeva nell’antica Roma, denaro resta a chi l’ha intascato. La sentenza della Cassazione spiazza tutti
03-04-2018 | di Marco De Rosa
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Soldi per una raccomandazione che poi si è rivelata fasulla: truffato un padre di una ragazza di Torre Annunziata, ma così come accadeva nell’antica Roma, il denaro resta a chi lo ha intascato.
E’ la sentenza della Cassazione che archivia con un nulla di fatto la vicenda che lega un padre torrese, F.B., truffato da L.M., un amico “millantatore”: quest’ultimo si era fatto dare 20mila euro assicurando un posto per la figlia dell’amico al Banco di Napoli, rivelatosi poi fasullo.
Vistosi truffato, l’uomo ha provato a denunciare il millantatore, ma nel frattempo il reato è andato prescritto. Il Tribunale di Torre Annunziata ha detto “no” alla restituzione dei soldi con la sentenza di primo grado. Successivamente, la Corte d’Appello ha ribaltato la sentenza dando ragione al padre ordinando poi all’amico la restituzione dei soldi. Ultimo colpo di scena, quello della Cassazione che ha ribaltato nuovamente la sentenza, stabilendo definitivamente che, come nella migliore tradizione napoletana, “chi ha avuto ha avuto e che ha dato ha dato”: in nome della "natura della causa e del comportamento, sicuramente da censurare" tenuto da entrambe, il verdetto ha stabilito che le spese legali devono pagarle metà per uno.
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Una reciproca scorrettezza: la Cassazione, nella sua sentenza, si aiuta facendo riferimento all’articolo 2035 del Codice Civile secondo cui “chi ha eseguito una prestazione per uno scopo che, anche da parte sua, costituisca offesa al buon costume non può ripetere quanto ha pagato”.
Chi paga una raccomandazione per un posto di lavoro ai figli e chi prende questi soldi millantando di avere le conoscenze giuste per ottenere il risultato, sono sullo stesso piano quanto a livello di "turpitudine" del comportamento. Tuttavia, se la raccomandazione fallisce e il posto evapora, i soldi devono restare a chi se li è presi, come accadeva nell'antica Roma. Con buona pace di chi ha pagato per nulla.
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