Solidarietà all'Iran, il sassofono di Marco Zurzolo ha suonato anche da Libera
Musica e cultura a Vllla Fernandes
23-01-2026 | di Claudio Di Giorgio
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Marco Zurzolo, classe 62, è il noto sassofonista e compositore napoletano grande maestro del sassofono jazz, è stato ospite presso la sede di Libera Portici in villa Fernandes presso il bene confiscato alla camorra per portare anche con la sua arte musicale e il suo libro “FORCELLA” solidarietà al popolo Iraniano “Donna, Vita, Libertà”. E’ stato accompagnato dai suoi musicisti Luis Di Gennaro al piano, Orazio Ricca alla batteria e con la voce di Lorenza Gammaldi. Con l’autore presente Leandro Limoccia, Presidente del Collegamento Contro le Camorre.
E’ stato un incontro speciale nella sede di Libera quello con Marco Zurzolo che ha anche intrattenuto il pubblico con alcuni piacevoli intermezzi musicali molto graditi a dimostrazione della sua prestigiosa professionalità con il saxofono jazz e che ha mostrato di non essere soltanto musicista bensì anche l’espressione della libertà e della dignità delle persone. L’artista e scrittore Zurzolo, nel presentare la sua opera, ha formulato preliminarmente una serie di considerazioni sugli eventi che stanno accadendo nel mondo, con particolare riferimento ai fatti di Gaza dell’Ucraina e dell’IRAN e alle sofferenze inflitte a quei popoli.
Zurzolo è un artista molto legato alla sua Napoli che definisce città magica da cui non ha mai preso le distanze come si rileva anche dal racconto dello stesso libro che è un giallo sui generis ambientato a Forcella un quartiere verace di Napoli, e in cui il tempo non si è mai arreso al calendario. La storia che non segue i canoni classici dell’indagine, si presenta come un rompicapo da risolvere tra la folla di personaggi bizzarri e poetici che cercano di districarsi tra i misteri quotidiani della vita del quartiere, che cercano di capire come riuscire a convivere più o meno pacificamente con i propri “casini”.
E’ un caleidoscopio di personaggi usciti dalla fervida fantasia dello scrittore, che popolano e si muovono tra le storie del vicolo, tra confidenze, superstizione, folklore, segreti, la figura istituzionale che cerca di rimettere assieme i pezzi e i segreti del quartiere, insomma c’è un po’ di tutto tanto da apparire “un giallo che non sembra un giallo, ma quasi una piacevole favola“ come ha spiegato lo stesso autore.
Così scrive MAURIZIO DE GIOVANNI nella sua premessa all’opera: FORCELLA non è un semplice racconto. E’ un atto d’amore per un quartiere troppo spesso demonizzato e frainteso Un quartiere che Marco conosce come si conosce un fratello: con affetto, con rabbia e con rispetto. In queste righe c’è tutta la sua musica, gli assoli solitari, le improvvisazioni le melodie struggenti che sembrano uscite da una Napoli del passato ma che parlano al nostro presente più feroce. Forcella è soprattutto un racconto su Napoli quella vera che non finiremo mai di raccontare e io, che di Marco sono amico e compagno di tante avventure artistiche, so quanto amore ci sia dietro queste pagine.
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