“Guardate dottò, sono malato! Fatemi curare bene vi prego”. Frasi choc, soprattutto se a pronunciarle è in un’aula di tribunale chi è accusato di estorsione per conto del clan di camorra Cesarano, attivo a Pompei e a Castellammare di Stabia.

Storia davvero particolare quella andata in scena al Palazzo di Giustizia di Torre Annunziata, dove l'imputato Vincenzo Cesarano (67 anni), da tempo gravemente malato, a fine udienza è uscito dal gabbiotto per carcerati dell’aula “Siani”, togliendosi la scarpa e rivolgendosi così con forza al pm della DDA di Napoli Claudio Siragusa.

Il motivo? Cesarano chiede solo “giustizia”, perché a suo dire va subito trasferito dal carcere di Secondigliano, dov’è ancora detenuto, a un’adeguata struttura penitenziaria ospedaliera che disponga finalmente di cure per la sua malattia.

Anche per l'avvocato Antonio Cesarano, Presidente della Camera Penale di Torre Annunziata, il suo assistito non sarebbe trattato oggi a dovere. Una richiesta di trasferimento era stata presentata tempo fa ai Giudici, ma un intoppo burocratico ha poi bloccato tutto.

Da qui l’ira di Vincenzo Cesarano e l’ultima sua plateale richiesta d’aiuto, rivolta direttamente al pm Antimafia. Una nuova istanza in merito è già stata inoltrata. Entro fine mese l'uomo potrebbe ottenere l’agognato trasferimento.

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