Sorrento. Ombre sull’appalto scuolabus in favore della cooperativa “Tasso”. Il pm della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, Maria Benincasa, ha chiesto il rinvio a giudizio per Alfonso Ronca, il 46enne “re dei trasporti” costiero nonché amministratore delegato della società che nel 2012 si aggiudicò la gara da oltre un milione e 300 mila euro per il servizio di trasporto scolastico comunale.

Ronca, difeso dagli avvocati Gennaro Maresca ed Ippolito Matrone, dopo lo scandalo era finito ai domiciliari con l’accusa di turbativa d’asta. Successivamente era stato scarcerato dal Riesame. L’accusa ha chiesto il processo anche per la madre di Ronca, la 69enne di Massa Lubrense Giovanna Cacace, rappresentante legale della coop, e per Antonio Giammarino (60), dirigente del Comune di Sorrento scarcerato nel gennaio scorso. Anche per il funzionario pubblico, assistito dall’avvocato Sergio De Simone, il Tribunale della Libertà di Napoli aveva infatti concluso per “l’assenza di gravi indizi di colpevolezza”. L’udienza preliminare si terrà a novembre dinanzi al gup del Tribunale di Torre Annunziata.

L’inchiesta ruota intorno all’affidamento nel 2012 del servizio pubblico di trasporto alla cooperativa. Secondo l’accusa, la “Torquato Tasso” non avrebbe potuto partecipare all’appalto – che concedeva la gestione del servizio “scuolabus” per 5 anni - perché esercitava “attività di noleggio con conducente”. Requisito contrario alla legge regionale e che non avrebbe concesso alla cooperativa di partecipare alla gara.

Secondo la ricostruzione delineata dalla Procura sarebbe stato proprio Antonio Giammarino ad indurre il Consiglio comunale di Sorrento ad approvare il regolamento del servizio scolastico, omettendo alcuni requisiti che avrebbero impedito alla cooperativa di aggiudicarsi l'appalto. La società si sarebbe infine garantita l'affidamento del servizio, offrendo un ribasso solo dell'1 per cento.