"Lo sgombero di Villa Tamarisco, al rione Poverelli, è la dimostrazione che lo Stato non si piega ai santuari della camorra". Così il sindaco di Torre Annunziata, Giosuè Starita, commenta soddisfatto il perfezionarsi solo oggi della confisca di Villa 'Adele', l'immobile di circa 500 metri quadrati (diviso in 5 appartamenti), nella disponibilità del clan oplontino ed intitolata alla moglie del boss defunto Salvatore Tamarisco (padre di Domenico e Bernardo, il ras costretto su una sedia rotelle dopo un agguato a 'firma' Gionta nel '96).

La Villa, con affaccio su via Roma, venne confiscata nel 2006, dopo la condanna definitiva di Salvatore Tamarisco per associazione per delinquere di stampo mafioso. Sentenza, però, precedente alla legge Rognoni-La Torre, che il 13 settembre 1982 ha introdotto nel codice penale la norma per la confisca dei beni ai boss ed il loro conseguente riutilizzo sociale. Così spiegate, almeno in parte, le lungaggini incontrate per la definitiva presa di possesso ad opera del Comune e dello Stato.

Le operazioni di sgombero erano già iniziate nel corso della sera precedente. Quando il sindaco stamattina è giunto in via Roma ad occupare 'Villa Adele' erano rimaste soltanto due donne: "Tutti hanno dimostrato senso di responsabilità - ha proseguito Starita - e lo sgombero si è concluso senza eccessive tensioni. Cosa ne sarà di Villa Tamarisco? Abbiamo tante idee, ma da domani inizierà un confronto coi referenti territoriali di 'Libera', Michele Del Gaudio e Fabio Giuliani". All'interno della villa, che in passato ha ospitato fino a 20 persone, l'appartamento principale era di circa 200 metri quadrati. 

In foto l'esterno di Villa Tamarisco   

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La confisca