Chi sversa rifiuti o reflui nel fiume Sarno non è un imprenditore ma un eco criminale e andrà punito severamente.

Lo ha detto a chiare lettere il ministro dell’Ambiente Sergio Costa in occasione degli ultimi accertamenti fatti per scoprire gli inquinatori seriali del fiume Sarno. Il ministro già nei giorni scorsi aveva annunciato un’operazione ad ampio raggio per controllare gli scarichi del Sarno e dei suoi affluenti.

Ora, stanno arrivando i primi risultati: “Avevo promesso che il Sarno sarebbe stato sorvegliato speciale e che chi inquina avrebbe pagato, e lo stiamo facendo – ha tuonato Sergio Costa -. In queste ore stiamo mettendo sotto scacco una serie di aziende che hanno sversato liquami in torrenti e affluenti”.

E’ di ieri la notizia del sequestro di un’industria conserviera colta a sversare illecitamente i reflui nel Rio Foce, affluente del Sarno, e tra le accuse c’è anche lo stoccaggio incontrollato dei rifiuti. A fine maggio, invece, i Carabinieri forestali sequestrarono l’impianto di depurazione di una ditta conserviera molto nota. L’intensificazione dei controlli al polo conciario ha portato alla luce altri stoccaggi di rifiuti, e smaltimenti di imballaggi contaminati da sostanze pericolose. Tutto illecitamente.

“Abbiamo avviato – ha spiegato il ministro Costa - grazie all’impegno incessante dell’Arma dei Carabinieri e della Capitaneria di porto, un monitoraggio serrato lungo tutto il Sarno e i suoi affluenti. Un territorio molto vasto ma ce la stiamo mettendo tutta per proteggerlo. E ai cittadini voglio dire: non siete soli, continuate a mandarci le segnalazioni e a essere le sentinelle dell’ambiente”.

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