Una serie di proposte elaborate dal Coordinamento delle Associazioni Territoriali Extra-alberghiere della Campania per risollevare le sorti del comparto, messo a dura prova a causa del coronavirus.

Situazione sempre più complessa quella in cui verte il comparto turistico, premettendo le suddette attività sono senza reddito derivante dall’ attività turistica e senza alcun aiuto da parte dello Stato e della Regione Campania, già da febbraio 2020.

“Dei pochi aiuti loro stanziati, solo alcuni ne hanno potuto beneficiare in quanto il 70% di esse prive di P.Iva”, ha spiegato Aldo Avvisati, presidente di Arev-Od”.

Ecco allora i suggerimenti e le proposte pensate per questo tipo di attività: costituzione Unità di Crisi del Turismo Campano coordinata metodologicamente dal neo assessore regionale al Turismo con i rappresentanti della filiera turistica; individuazione Zone a Turismo Prevalente per le quali definire strategie e misure straordinarie e mirate, misure, quali Bonus Vacanze e Ristoro economico, da estendere anche per le strutture turistiche Extra-alberghiere senza partita IVA completamente ignorate nel primo Piano Economico Sociale della Regione, blocco delle tasse, dei contributi, della Tari, del canone RAI speciale, della Siae per il 2020 e il 2021 per tutti gli operatori del comparto Extra-alberghiero; destinare immediatamente al Turismo 50 MD di euro dei Recovery Fund creando un Recovery Fund Turismo necessari a finanziare le varie misure, definire un Bonus Fitto per gli operatori che pagano il fitto che consenta agli stessi di pagarlo per tutto il periodo in cui sono chiusi senza penalizzare i proprietari degli immobili, definire un sistema di aiuti a fondo perduto per gli operatori della filiera turistica Extra-alberghiera molto più efficaci rispetto a quelli previsti nel Primo Piano Economico Regionale e nel Decreto Rilancio quali, ad esempio, estensione dell'accesso ai fidi ed altri finanziamenti a tassi agevolati anche per chi opera con il codice fiscale.