Prendere le multe sulle strisce blu è diventato un vero e proprio lavoro. Almeno per due avvocati di Pompei che in un anno riescono a portare a casa anche 25 mila euro.

Il gioco è semplice: molti Comuni, tra cui anche quello mariano, non ottemperano al 20 per cento di strisce bianche in ogni zona della città dove vi è il parcheggio a pagamento. Di qui la strada è in discesa. Appena si riceve la multa, o comunque entro i 30 giorni successivi, basta fare ricorso alla modica cifra di 37 euro che, in caso di vittoria, vengono restituite insieme all’onorario dell’avvocato. La partita è finita. Il legale guadagna circa 500 euro, la ditta che gestisce il parcheggio non perde nulla, se non la mancata riscossione della multa e del contrassegno per il parcheggio, ma il Comune e quindi tutti i cittadini si vedono sottratti soldi pubblici che potrebbero essere usati in altri modi.

La questione è passata sottobanco nell’ultima assise pubblica, anche grazie alle scarse spiegazioni che vengono fornite dai dirigenti interpellati, di volta in volta, dai consiglieri, limitandosi a leggere l’oggetto degli atti o poco più. In realtà, quanto sta avvenendo a Pompei per il parcheggio è qualcosa che lascia abbastanza sgomenti. “Propongo di abolire la sosta, almeno risparmiamo”, ha detto, provocatoriamente, il consigliere Bartolo Martire in una recente commissione consiliare.

In effetti, facendo una rapida operazione matematica, se 10 avvocati si dilettassero a fare lo stesso, ogni anno le casse dell’Ente si vedrebbero svuotate di 300 mila euro. È opportuno sottolineare, però, che gli avvocati non stanno commettendo alcun reato ne stanno perpetrando alcuna truffa. Sfruttano solo un cavillo che l’amministrazione ed i dirigenti di Pompei, ad oggi, non hanno ancora risolto. E pensare che, per fermare questa emorragia di cassa, bisognerebbe solo accordarsi e delineare qualche stallo bianco in giro per la città.


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