Studenti questa mattina hanno manifestato davanti alla Regione Campania, rivendicando un diritto sacrosanto, tornare a scuola in completa sicurezza. 

Tra questi anche gli alunni del Liceo Pascal di Pompei: "Il Governo è stato egoista  hanno pensato prima alla crisi e solo dopo penseranno al nostro esame – dichiara Annamaria, alunna del quinto anno  -  In tutti gli altri Paesi d'Europa si sono organizzati e invece noi non sappiamo ancora nulla. Ora basta: vogliamo i fatti, non le promesse".

Incertezze assoluta sulle modalità con cui dovrà essere affrontato l’esame di Stato, per non parlare del ritorno a scuola. A Pompei gli studenti non sono ancora tornati in classe a causa di un'ordinanza del sindaco, in scadenza nel fine settimana, e sono in attesa di sapere se rientreranno lunedì 15.

Diversi gli striscioni esposti durante la manifestazione a Napoli: 'Con la Scuola contro chi decide; 'Studenti sconnessi, trasporti in provincia, device per tutti. RistrutturAzione'; 'Prospettive nuove. Sanità per le scuole".

"In questi mesi siamo stati accusati di essere degli untori - dice Zidane dell'Osservatorio popolare studentesco - ma il virus non è nelle scuole. Il problema principale sono i trasporti affollati, non le scuole". E rispetto all'indicazione dell'unità di crisi regionale che ha demandato ai sindaci eventuali decisioni sulla chiusura delle scuole, gli studenti affermano: "Dalla Regione c'è uno scaricabarile. Così pensa di togliersi ogni responsabilità sulla gestione della scuola".

Nel pomeriggio la protesta si sposterà in piazza Bovio all'ingresso della stazione della linea 1 della metropolitana dove ci saranno anche gli universitari.