“Ho paura di una vendetta, ma se li incontrerò per strada, chiamerò la polizia”. Sono le parole della 24enne violentata nell’ascensore della stazione Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano.

Dopo la scarcerazione di due dei tre orchi – per l’ultimo il Riesame si pronuncerà nel corso della prossima settimana -, la ragazza si sente vittima di una profonda ingiustizia: lei violentata e quelli che ha indicato come suoi aguzzini in libertà.

“Più ancora di quello che ho subito mi ha fatto male ciò che è successo dopo – ha spiegato la 24enne -. Quando non c'è giustizia il dolore diventa insopportabile. Avevo pensato di lasciare questa città ma ho cambiato idea. Vorrei restare per aiutare altre donne incoraggiandole alla denuncia".

Da quel 6 marzo 2019 una ferita profonda ha squarciato la mente e il cuore della ragazza. Ciò nonostante, continua a guardare avanti, ripensando continuamente a quanto accaduto quella sera: “Sono stata un'ingenua. La mia iniziale gentilezza è stata confusa con un consenso che non c'è mai stato. Voglio giustizia. Io sono vittima, le prove sono sufficienti. Non mi aspettavo che mi spingessero lì dentro all'ascensore. Sono convinta che si sia trattato di un equivoco. Esistono prove a sufficienza per dimostrare che sono stata vittima di una violenza". E aggiunge che se incontrerà in strada quei giovani "penso che chiamerò la Polizia. Adesso ho paura che vogliano vendicarsi. Non si aspettavano che li avrei denunciati. Anzi, era l'ultima cosa che pensavano. Per loro quello che è successo è stato uno scherzo, una cosa senza importanza. Pensavano fosse lo stesso anche per me”.

La lettera della vittima

Scarcerato Cozzolino

La scarcerazione