Il 31 gennaio Domenico Vernillo (in foto), pregiudicato 32enne di Torre Annunziata, tentò il doppio colpo in pochi minuti, seminando il panico in pieno centro. Prima a via Vittorio Veneto poi, non pago, anche in via Plinio. Tentativi di rapina ai danni del noto panificio "Antico Fornaio" e della pasticceria "Torteria Vesuvio", che Vernillo provò a mettere a segno armato di revolver. Revolver che le successive indagini, condotte dalla Polizia di Torre Annunziata, svelarono essere la riproduzione autentica di un "olimpic 38", calibro 380, senza tappo rosso e pronta ad esplodere colpi a salve. Per arrestarlo, quella sera, gli agenti del Commissariato oplontino, agli ordini del Primo Dirigente Vincenzo Gioia e del vice-questore Elvira Arlì, si imbatterono in un rocambolesco inseguimento in strada, tra ignari pedoni e traffico paralizzato. Vernillo tamponò pure un auto in sosta, in retromarcia, e nel fuggire intimorì gli agenti, puntandogli contro il revolver.

La rocambolesca fuga finì per i poliziotti coinvolti con una prognosi di dieci giorni all'Ospedale di Boscotrecase. Vernillo fu arrestato per tentate rapine aggravate, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, poi condotto a Poggioreale, ma scarcerato quasi subito per motivi formali. Da ieri è tornato in cella. I poliziotti di Torre Annunziata hanno infatti eseguito nei suoi confronti l'ordinanza di custodia emessa dal Gip del Tribunale oplontino: concreto, secondo gli inquirenti, il rischio che Vernillo "possa reiterare i reati" o darsi alla fuga. L'arresto è stato concluso solo in serata, al Parco Penniniello, dove il pregiudicato torrese vive all'isolato numero 2. Le indagini del Commissariato di Torre Annunziata, sul "doppio colpo" tentato il 31 gennaio, intanto proseguono. E' caccia aperta ad un possibile complice del Vernillo sulla cui esistenza, tuttavia, gli inquirenti continuano ad avere molti dubbi.

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Far west a Torre