Un’autentica scossa istituzionale investe il Comune di Torre del Greco, dove questa mattina Carabinieri e Polizia Municipale hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari interdittive emessa dal GIP di Torre Annunziata, su richiesta della Procura. Sei persone, tra pubblici funzionari, liberi professionisti e imprenditori, sono gravemente indiziate di falso ideologico in atto pubblico, truffa ai danni della Pubblica Amministrazione e tentata concussione. Le contestazioni riguardano tre vicende collegate, tutte ruotate attorno alla gestione di aree demaniali marittime e alle pratiche edilizie nella zona di via Principal Marina.

LE VICENDE. La prima riguarda le pedane abusive del 2021. Nel mirino due pedane di grandi dimensioni, riconducibili alle società ATI Gusto s.r.l. e Voce del Mare s.r.l., realizzate sulla scogliera di via Principal Marina e sequestrate perché ritenute abusive. Nonostante una relazione comunale le definisse “amovibili”, le indagini hanno accertato che erano ancorate stabilmente agli scogli tramite pali metallici infissi con perforazioni, e realizzate in assenza dei necessari titoli edilizi e paesaggistici.

Segue poi la concessione demaniale del 2016. Emergono gravi anomalie nella gara pubblica che assegnò un lotto alla società ATI Gusto. La Procura contesta che l’imprenditore Giuseppe Fornito, tramite prestanomi, avrebbe assunto il controllo anche della seconda area demaniale, la stessa riconducibile alla Voce del Mare s.r.l., violando il divieto di partecipazione multipla.

Infine, le pressioni per il dissequestro dello “Yachting Club”. La dirigente dell’Ufficio Antiabusivismo avrebbe tentato di costringere i suoi tecnici a modificare una relazione sugli abusi edilizi del ristorante Yachting Club, attestando falsamente l’avvenuto ripristino. Di fronte al rifiuto dei funzionari, avrebbe avocato a sé la pratica, redigendo una relazione “sommaria” che portò al dissequestro.

I NOMI E LE MISURE CAUTELARI.

Si tratta di:

  • Antonio Sarnello, Dirigente UTC del Comune di Torre del Greco, interdetto dai pubblici uffici per 6 mesi per falso in atto pubblico.
  • Claudia Sacco, ex dirigente SUAP del Comune, attuale dirigente di Irpinia Ambiente S.p.A., interdetta un anno per falso in atto pubblico.
  • Maria Gabriella Camera, Dirigente del Servizio Antiabusivismo del Comune, interdetta 1 anno per tentata concussione e falso in atto pubblico.
  • Avv. Pietro Paolo Palumbo, libero professionista, inibito a esercitare la professione per un anno per truffa ai danni del Comune.
  • Ing. Giovanni Salerno, libero professionista, ex dirigente UTC del Comune, inibito a esercitare la professione per un anno per falso in atto pubblico.
  • Giuseppe Fornito, imprenditore del settore ristorazione, inibito a esercitare l’attività per un anno per truffa ai danni del Comune.

LE VALUTAZIONI DEL GIUDICE. Il giudice definisce Fornito il principale beneficiario del sistema, una figura capace di “condizionare l’azione amministrativa”. L’ingegnere Salerno viene indicato come un professionista con “grande capacità di influenza” sui funzionari comunali, tanto da “indirizzare l’azione amministrativa a fini privatistici”. Durissime anche le parole su Camera, la dirigente Antiabusivismo, descritta come determinata a “strumentalizzare l’ufficio” e la cui condotta avrebbe portato allo “svuotamento del servizio” e al burnout del responsabile. Per Sacco, ex dirigente SUAP, il GIP parla di ufficio “asservito alle esigenze del privato”. Sarnello, dirigente UTC, è accusato di avere redatto relazioni atte a evitare ulteriori verifiche, “non vedendo” elementi cruciali come gli ancoraggi delle pedane agli scogli.

TECNICI COMUNALI “ESEMPLARI”. Una nota positiva arriva dagli stessi magistrati, che evidenziano l’integrità morale di alcuni funzionari comunali: tre dipendenti che, pur subendo pressioni, hanno rifiutato di firmare atti falsi, arrivando a chiedere trasferimenti o a subire demansionamenti pur di non piegarsi.

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