“Il letto si è staccato dal muro in piena notte, ci siamo ritrovati sul pavimento senza capire cosa stesse accadendo. La paura ci ha assalito e fortunatamente siamo riusciti ad uscire di casa sani e salvi” – è il racconto di Gianluca Gara, 32enne, figlio di una coppia originaria di Torre Annunziata, trasferitasi circa 30 anni fa nei dintorni di Amatrice.

C’è anche un pezzo della città oplontina nell’immane tragedia che ha sconvolto le regioni del centro Italia. Gianluca e suo fratello Tommaso vivono a Passo Corese, in provincia di Rieti, ad una settantina di chilometri da Amatrice uno dei comuni più colpiti dalla forte scossa di terremoto di magnitudo 6.0.

Gianluca e Tommaso (20 anni), abitano nella zona interessata dal sisma, la loro casa non sembra aver subito danni, ma il senso di smarrimento e paura è davvero tanto: “Quello che vediamo intorno a noi è un paesaggio singolare, completamente sconvolto dalla furia della natura.. Dopo il forte boato, siamo usciti fuori dalla nostra abitazione, ma intorno a noi stentavo a riconoscere i luoghi. Abbiamo cercato di capire cosa stesse accadendo, fortunatamente non abbiamo subito danni, anche se ci è stato interdetto l’accesso alla nostra casa”.

Intanto il bilancio dei danni e delle vittime è in continuo aggiornamento. La prima scossa di magnitudo 6.0 è stata registrata alle 3:36 con epicentro vicino Accumoli, in provincia di Rieti, e con ipocentro a soli 4 chilometri di profondità.

Mentre una seconda scossa di magnitudo 5.4 è stata registrata alle 4:33 con epicentro tra Norcia (Perugia) e Castelsantangelo sul Nera (Macerata).

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Il terremoto ad Amatrice