“Profonda è stata la ferita alle popolazioni e ai territori. Immensa la volontà e la forza per ripartire”.

Lo sottolinea il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 40° anniversario del terremoto che il 23 novembre 1980 devastò Irpinia, Basilicata e parte della Puglia.

“Quasi tremila persone morirono sotto le macerie delle proprie case, o in conseguenza delle distruzioni di edifici. Tante vite non poterono essere salvate per le difficoltà e i ritardi nei soccorsi”, ricorda il Capo dello Stato, aggiungendo che “il numero dei senzatetto si contò in centinaia di migliaia: sofferenze, disperazione, sacrifici che si sono prolungati per anni nel percorso di ricostruzione”.

“Nella ricorrenza del più catastrofico evento della storia repubblicana desidero anzitutto ricordare le vittime, e con esse il dolore inestinguibile dei familiari, ai quali esprimo i miei sentimenti di vicinanza”, prosegue il presidente, evidenziando come “anche il senso di comunità che consentì allora di reagire, di affrontare la drammatica emergenza, e quindi di riedificare borghi, paesi, centri abitati, e con essi le reti di comunicazione, le attività produttive, i servizi, le scuole, appartiene alla nostra memoria civile”.