In clima di pandemia pensare al viaggio sembra un’utopia? Non è così. La voglia di scoprire, di vivere, è insita nell’essere umano. Per questo motivo la mente non può fare a meno di sognare, immaginare, e di certo l’attesa non può che aumentare il desiderio. 

Ma come cambieranno i viaggi in futuro? Non sappiamo dirlo con certezza, ma crediamo sarà necessario pianificare, certamente più di quanto avessimo già fatto in passato.

Di recente, Booking, una delle più importanti piattaforme del settore, ha condotto una ricerca, su circa 28.000 intervistati, portando, così,  alla luce, i desideri dei travelers post-covid. Non sorprende come quasi tutti i partecipanti abbiano mostrato interesse per un turismo più “alla portata”, e quantomeno nella fase di ripresa, certamente, di prossimità e con budget non troppo elevati; Maggiore attenzione alla presenza, nelle strutture ricettive, di presidi sanitari, nonché di spazi ricreativi all’aperto. 

Elemento chiave delle future avventure, riferiscono i viaggiatori, sarà, però, l’estremo desiderio, non  di svago, ma bensì fuga dalla realtà e dall’ordinario; Fuga da tutto ciò che per lungo tempo ha oppresso menti e corpi. 

Si presume dunque che i tour operator, le agenzie e gli enti addetti al turismo faranno di tutto per adattarsi ed offrire, ai prossimi fruitori, esperienze uniche, in grado di regalare momenti spensierati e di assoluta evasione, poiché l’essere limitati, privati, anche delle più semplici libertà, ha certamente consentito a ciascuno di comprendere appieno quali realmente fossero le proprie aspettative.

P.S. Per quanto riguarda me, vorrei  tutto questo, ed altro ancora. Vorrei  non essere mai sazia di vita. 

E voi?