“Arrivati al cimitero ci hanno detto: le sepolture sono bloccate, i becchini sono stati licenziati. Vostra madre resta 4 giorni in camera mortuaria. Ci dispiace”. E’ successo davvero. E’ successo oggi, intorno alle 12, al cimitero comunale di Torre Annunziata. Il paradosso lo raccontano i figli della signora Fortuna, 84 anni, deceduta per infarto mercoledì mattina nella sua casa al rione Penniniello. “E’ uno scandalo – continuano oggi i familiari, increduli e rabbiosi - . Solo per entrare con la bara abbiamo già pagato 315 euro. E adesso? Nostra madre dovrebbe essere abbandonata per giorni in una camera mortuaria ai limiti della decenza, con mattonelle rotte e sporcizia ovunque (vedi foto allegate, ndr)”.

Al cimitero arriva pure una volante della polizia, raggiunta poi dai vigili urbani. Gli animi sono tesi. “Nemmeno gli animali vengono trattati così”, gridano i denuncianti alle forze dell’ordine. Dopo la rabbia è l’ora della mediazione, che giunge in extremis. Forse, domani alle 9, la signora Fortuna otterrà una degna sepoltura. Ma il problema resta tutto, al cimitero di Torre Annunziata. Nonostante l’approvazione in Consiglio comunale del nuovo regolamento di polizia mortuaria che, nelle intenzioni, garantirebbe “la salute e l’igiene pubblica, la possibilità di manifestare il lutto e il cordoglio, e di praticare atti di memoria”.

ED INVECE… Il personale al cimitero è ridotto all’osso, nell’attesa di una nuova gara d’appalto che, da indiscrezioni raccolte a via Sepolcri, dovrebbe affidare i servizi ad una ditta esterna specializzata a costi ridotti. Intanto 7 persone (4 becchini, 2 giardinieri ed un’amministratrice), dal 15 aprile, sono senza contratto, non potendo garantire un regolare servizio. Tutte sperano, quanto prima, in una nuova assunzione. Nel frattempo, a pagare sono sempre i cittadini. Come successo oggi, intorno alle 12, ai figli della signora Fortuna. Morta a 84 anni nella sua casa al Penniniello, tre giorni fa, e ancora in attesa di sepoltura.    

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