Torre Annunziata. Quasi 400 arresti, 700 denunce a piede libero per reati di camorra o di criminalità comune, 50 armi da guerra perfettamente funzionanti ritrovate in città. E poi 60 chili di sostanze stupefacenti - tra marijuana, cocaina ed hashish – caduti in sequestro. Sono i numeri con i quali il Tenente dell’Arma Davide Acquaviva, 27 anni a luglio (nella foto), fra tre giorni lascerà il comando del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Torre Annunziata. Ad attenderlo, da lunedì prossimo, ci sarà un’altra avventura. Stavolta da record.

IL COMANDANTE PIU’ GIOVANE D’ITALIA. Il Tenente assumerà il comando della Compagnia Carabinieri di Sala Consilina. Davide Acquaviva, classe ’89, diventerà così il Comandante più giovane d’Italia. Nessuno, prima di oggi, ha fatto meglio all’interno dell’Arma. A nemmeno 27 anni. Il neo-comandante, nell’Alto Cilento, sarà accompagnato da una “stelletta” rossa sulla divisa. E’ un simbolo. 

In “gergo” militare indica il cosiddetto ordine funzionale: in pratica, si ricopre un incarico superiore all’attuale grado. L’impegno sarà arduo. Dodici le Stazioni – disseminate lungo un territorio comprendente 23 Comuni, da Petina a Buonabitacolo – ad essere guidate dal comandante classe ’89 nato a Bari. Un impegno assunto nei riguardi di circa 120mila cittadini.

IL PROFILO. L’ormai ex comandante del Nucleo di Torre Annunziata giunse in città nel settembre 2014. Davide Acquaviva, laureato con lode in Giurisprudenza, aveva quindi frequentato l’Accademia Militare di Modena e la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. Poi diversi corsi di formazio­ne, tra cui quelli in materia di misure di prevenzione patrimo­niali e di scioglimento dei Comuni per infiltrazioni di camorra. 

Il comandante più giovane d’Italia è anche un professore. Ha insegnato “Polizia Militare” agli Allievi Marescialli e Brigadieri di Velletri. Dopo il Corso, assieme al Tenente Colonnello Maurizio Taliano, ha scritto un libro: “I Compro Oro”. Una vera e propria inchiesta economico-finanziaria sugli interessi occulti del crimine organizzato. Interessi, molto spesso, nascosti dietro il fenomeno in espansione - dal 2008 e soprattutto al Sud - nel settore del commercio dei preziosi.