TORRE ANNUNZIATA. Piazza San Luigi come "dependance" privata di un ras del clan Gionta. Ma al processo per gli abusi edilizi, commessi nello slargo con "vista" su Palazzo Fienga da Alessandro D'Acunzo, 48 anni, alias "gamba di legno", le richieste di condanna del pm sono "soft".

IL PROCESSO. Alla sbarra dinanzi ai giudici del tribunale di Torre Annunziata, oltre a D'Acunzo, già condannato in grado d'appello a 17 anni per associazione mafiosa finalizzata allo spaccio ed aggravata dalle armi, pure i responsabili degli uffici comunali coinvolti nella paradossale vicenda, vissuta il 18 dicembre 2009 nei pressi dell'abitazione del ras.

Una casa all'angolo tra Largo Pescatori e via Castello, lo storico "feudo" dei Valentini. D'improvviso, anche per la notoria fede religiosa di "gamba di legno", in piazza San Luigi spunta la statua abusiva alta quasi 4 metri di un Cristo dalle braccia aperte. In perfetto stile Rio de Janeiro. E poi: “pensiline metalliche, un parapetto antistante l’ingresso dell'abitazione e una tettoia coperta da tegole”. Tutto, per il sindaco di Torre Annunziata, Giosuè Starita, va demolito in fretta. Quel giorno, a piazza San Luigi, arriva anche la polizia.

Gli agenti sono accompagnati dai dipendenti pubblici Ciro Cusano, ex dirigente dell'UTC,  e Gino Di Donna, all'epoca dei fatti responsabile in Comune della sezione edilizia abusiva. Entrambi saranno accusati di abuso in atti d'ufficio. Secondo l'accusa "sospesero arbitrariamente i lavori di demolizione", allontanandosi dalla piazzetta dopo la sola rimozione del Cristo.

Cusano e Di Donna - la versione del pm - il 18 dicembre 2009 tornano frettolosamente a Palazzo Criscuolo. Da sciogliere c'è un dilemma: Piazza San Luigi è su suolo pubblico o privato? La risposta è ancora avvolta nel mistero. L'unica certezza è che prima dello scoppio dei carri del '46, in zona Ferrovia, lì c'era una Chiesa.

Ma la Procura vuol chiarire anche un altro punto: perché i lavori di rimozione vengono ordinati con verbale di “somma urgenza”? Imputato, per tale circostanza, è l'architetto Giacomo Cuccurullo, istruttore della determina pubblica che nel 2009 affida il ripristino di Largo Pescatori alla società "Freedom srl" di Quarto. Società che, per i lavori, intasca il 29 luglio 2010 la somma di 60mila euro iva inclusa. Cuccurullo, in concorso con Cusano, secondo il pm avrebbe "dichiarato falsamente la somma urgenza", consentendo alla “Freedom srl” di accaparrarsi il ripristino senza una procedura negoziata.

LA REQUISITORIA. Accuse pesanti, ma requisitoria debole. Il pm Mariangela Magariello, anche per "l'assenza di prove certe su un accordo delinquenziale, stretto tra i tecnici del Comune e D'Acunzo affinchè si conservassero le opere abusive", ha infatti chiesto ai giudici di assolvere Gino Di Donna, difeso dai legali Ferdinando Striano e Maria Sella. A dieci mesi di reclusione ciascuno, invece, la richiesta di condanna per falso a carico di Cusano e Cuccurullo. Per il ras, infine, la pubblica accusa ha invocato la pena di un anno.  

LA DIFESA. "Piazza San Luigi non è mai stata espropriata o acquisita in altro modo dal Comune - la linea difensiva sostenuta in aula dagli avvocati Ferdinando Striano e Nicolas Balzano, legale di Cuccurullo - . Quella piazza, dallo scoppio del '46, è diventata un mero parcheggio privato. Il Comune non se n'è mai interessato. Neppure per costruirci una piccola fontana". La sentenza sugli abusi è attesa entro l'inizio di dicembre.

Nella foto, una ruspa in azione a piazza San Luigi