TORRE ANNUNZIATA. Ai domiciliari perchè contrabbandava gasolio al porto, esce di casa e va in salumeria per comprare del prosciutto. Ma sorpreso mentre sale le scale, i carabinieri lo ammanettano.

I DETTAGLI. E' così finito nuovamente agli arresti Pasquale Curcio, 55 anni, residente all'isolato 2 del Parco Penniniello di Torre Annunziata, il rione popolare da sempre sotto scacco del clan Gallo-Cavalieri. I carabinieri del NORM della Compagnia oplontina - agli ordini del comandante Andrea Rapone e del maresciallo capo Antonio Russo - dopo un controllo di routine al Penniniello lo hanno "pizzicato" all'esterno della sua abitazione.

I militari, ieri sera, hanno suonato il campanello. "Non so dove sia il mio Pasquale" avrebbe risposto loro sua moglie. Dieci minuti più tardi, i carabinieri hanno notato Curcio per le scale. L'uomo stava rientrando frettolosamente a casa. Era agitato e con sè aveva una busta di plastica. Busta che conteneva il prosciutto per la cena, appena acquistato al bancone di una vicina salumeria. 

IL PRECEDENTE. Pasquale Curcio è volto già noto alle forze dell'ordine. Due anni fa venne coinvolto nella retata della Guardia di Finanza al porto di Torre Annunziata. Blitz che portò le fiamme gialle ad eseguire 11 misure cautelari ai danni di altrettanti soggetti (2 di Torre del Greco, 9 invece gli oplontini) accusati di associazione per delinquere e contrabbando di oli minerali.

Tre - per l'inchiesta condotta dai pm della Procura della Repubblica di Torre Annunziata - i gruppi criminali che utilizzavano dei semplici pescherecci come cisterne utili al trasporto di gasolio, acquistato a prezzo agevolato e rivenduto poi a prezzo di mercato. Nella banda c'era anche Curcio, arrestato in compagnia di un complice, Antonio Maresca (40 anni di Torre Annunziata), nell'autoparco di una società di trasporti di Striano. Curcio e Maresca furono sorpresi mentre, sul posto, travasavano gasolio da due autocarri a cisterne.

I NUMERI. I successivi accertamenti svelarono che il gasolio contrabbandato era ''denaturato'', ovvero acquistato con l'esenzione dell'Iva poiché destinato ai motopescherecci utilizzati per la pesca commerciale, d'altura e costiera. In pratica, il carburante veniva acquistato a prezzi oscillanti tra 0,63 e 0,73 euro e rivenduto dai distributori a circa 1,75 euro al litro.

Anche grazie all'utilizzo di apposite telecamere, installate all'interno del porto dai finanzieri del gruppo di Torre Annunziata, si risalì infine all'esistenza di tre gruppi, ognuno dotato di autocarri opportunamente modificati per il trasporto del gasolio. Sistema che consentiva l'abbattimento dei costi anche del 50%. Nel corso dell'operazione, le fiamme gialle sequestrarono 22.600 litri di gasolio, 7 autocarri, un semirimorchio, 25 cisterne e 7 elettropompe.