Tanti ignorano quanto possa essere vasto il patrimonio storico artistico di Torre Annunziata. Ciò avviene, in quanto spesso si è assuefatti dalla realtà. Tuttavia, se si guardano attentamente certi aspetti, anche noti, questi possono riservare delle novità dalle incredibili valenze mai scorte prima. E’ quello che può accadere osservando bene il noto “baldacchino” nel cui spazio interno è allocato il tempietto d’argento che di solito conserva la sacra Icona di Maria SS. della Neve.
 
L’opera argentea che tutti conosciamo, e che spicca nel suo contesto per lo spessore artistico, ci riserva una grande pagina di storia locale, l’espressione del volere di un popolo fiero legato profondamente al secolare culto mariano che si contraddistingue anche nel nome della città di Torre Annunziata. 
Il libro dal titolo Il tempietto d’argento di Maria SS. della Neve in Torre Annunziata, che verrà presentato il 23 ottobre, alle ore 17.30 presso la Cappella della Reale Arciconfraternita del Suffragio in Torre Annunziata, scritto a quattro mani da Vincenzo Marasco e Mario Quaranta, membri del Centro Studi Storici “Nicolò d’Alagno”, riporta alla luce i fatti storici che determinarono la realizzazione di questa preziosa opera. In primis quelli legati alla terribile eruzione vesuviana dell’aprile 1906, la quale mise in seria apprensione il popolo torrese, in quanto le lave lambirono il cimitero cittadino, lì dove il giorno 8 di quel mese venne portata in processione la Madonna della Neve. A questa prima parte del libro, che già si dimostra piuttosto avvincente, segue un’accurata analisi artistica, in cui imprescindibile diventa il numero unico del giornale "Il Tempietto", per questo trascritto integralmente, che svela al lettore particolari della vicenda del concorso bandito per l'opera.  
Nell'insieme che compone il libro, che si presenta al pubblico in modo semplice, e corredato da un corposo repertorio fotografico, gli autori, attingendo notizie dalle più svariate fonti librarie e archivistiche, non lasciando nulla al caso, offrono al lettore la possibilità di poter maturare una visione diversa della straordinaria opera di oreficeria napoletana, prodotta al tempo dalle sapienti mani del Maestro Vittorio Emmanuele Centonze, coadiuvato dai pittori Antonio Coppola e Pasquale Cappelli, rivelando dettagli e aspetti di gran pregio spesso invisibili dalla distanza da cui solitamente si è costretti ad osservare il tempietto, patrimonio storico e antropologico di un’intera comunità.   

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