A Torre Annunziata incontro D’autore al liceo “G. De Chirico” con il regista Antonio Capuano. L'evento è stato organizzato nell'ambito del Festival CortoDino, che si trasforma in un ponte da diverse generazioni. Il suo messaggio ai giovani: 'Se avete un’idea non abbattetevi portatele avanti, senza curarsi del giudizio altrui ma soprattutto di amare senza modismi”.

Questa mattina al liceo statale “G. De Chirico” si è svolto l’incontro con Antonio Capuano nell’ambito del festival CortoDino. Nei giorni precedenti, gli studenti hanno potuto vedere il film “Pianese Nunzio, 14 anni a maggio” del regista e oggi hanno potuto confrontarsi con lui in un dibattito culturale e generazionale. Il film tratta di uno scandalo avvenuto a Napoli nel 1995 che vedeva coinvolto il prete Giuseppe Rassello accusato di avere una relazione con un giovane ragazzo di nome Emanuele. Il prete, attaccato dai giornali e dalla Chiesa stessa, dovette spogliarsi dell’abito e morì quattro anni dopo nella sua casa di famiglia a causa di un tumore.

“Mi interessava questa storia perché non credevo a quello che dicevano i giornali - afferma il regista - e soprattutto perché volevo capire se ci fosse davvero un amore tra lui e il ragazzino, e secondo me c’era l’amore”. Il cinema, ancora una volta, diventa lo strumento con cui poter dialogare e soprattutto mettere in dialogo due generazioni completamente diverse, confrontandosi così su un tema tanto importante. Il regista ha parlato di come ha scelto i personaggi, di come si è svolto il processo di realizzazione e soprattutto cosa a comportato all’epoca la presentazione di questo film. “Questo è sicuramente un film problematico e forse un po’ scomodo perché rappresenta la realtà cruda - continua -  però tutti i film che ho fatto li sento miei, perché già scelgo storie che mi interessano e sento mie”.

L’intento di Capiano è quello di “rompere la quarta parete, quel velo invisibile tra spettatore e regista. Io parlo delle persone e mi piace ascoltare le loro impressioni perché lavoro per loro e le storie che porto parlano della realtà e delle loro vite”. L’incontro è proseguito con le tante domande dei giovani ragazzi ai quali Capuano ha risposto con disinvoltura e ed umiltà spiegando nel dettaglio ogni particolarità. Il messsggio che il regista ha cercato di lasciare è sicuramente un incoraggiamento a credere nell’amore, di ogni sesso, e credere nei propri sogni. 

Presente all’evento oltre la preside Rosalba Robello che ha permesso di ospitare l’evento e l'assessore Lina Nappo per i saluti istituzionali. “Voglio elogiare questi ragazzi perché sono un punto di riferimento importante per questa città. Sono stati protagonisti di diverse iniziative organizzate dal Comune, a testimonianza della volontà di essere loro stessi protagonisti di un rilancio culturale”. Il Cinema, il film e l’arte in generale, anche stavolta, rappresentano un modo semplice e chiaro per far passare messaggi ad ogni generazioni. 

Sondaggio


Risultati


						

Puoi ricevere le notizie de loStrillone.tv direttamente su Whats App. Memorizza il numero 334.919.32.78 e inviaci il messaggio "OK Notizie"