Quasi 400mila euro trasferiti ai figli mentre era in carcere. E’ questo uno dei particolari dell’ultimo provvedimento subito da Nunzio Ariano. L’ex capo dell’Utc di Torre Annunziata, condannato in primo grado per corruzione a 6 anni, ha subito, assieme ai tre figli, un sequestro preventivo di beni di 536mila euro su decreto emesso dal gip del Tribunale su Torre Annunziata, su ordine della Procura, ed eseguito dal Gruppo Guardia di Finanza di Torre Annunziata.

Le fiamme gialle hanno disposto accertamenti patrimoniali nei confronti dell’ingegnere oplontino ed è emersa una sproporzione delle disponibilità finanziarie, mobiliari e immobiliari rispetto ai redditi dichiarati. Dall’esame dei negozi giuridici stipulati, degli acquisti effettuati e delle movimentazioni dei conti correnti, risultano numerosi versamenti in contanti, per un complessivo di oltre 155mila euro.

Nemmeno in carcere si sono fermati tali movimenti. Ariano aveva infatti conferito una procura speciale alla moglie per svolgere movimenti sui conti patrimoniali. In particolare l’ex capo Utc di Torre Annunziata ha smobilizzato fondi per centinaia di migliaia di euro, detenuti in polizze per diversi anni, trasferendo le provviste così costituite, pari a 381mila euro, ai tre figli.

Sulla base del compendio indiziario acquisito, le operazioni dispositive del patrimonio, effettuate dall’ingegnere, a favore loro, sono state considerate finalizzate ad eludere eventuali sequestri disposti dall'Autorità giudiziaria

Così è stato avviato il sequestro su richiesta della Procura, per evitare che i figli di Aria,no potessero reimpiegare la somma di denaro aggravando le conseguenze del reato.

Inoltre, durante le indagini, sono emerse e sequestrate disponibilità finanziarie per un totale di circa 403mila euro. La differenza, rispetto all'importo totale del provvedimento di sequestro, suscettibile di confisca per equivalente, è stata assicurata mediante il sequestro e la conseguente trascrizione nei registri immobiliari, sino alla concorrenza della somma di circa 133mila euro di un immobile di proprietà degli indagati.

Ariano è ora agli arresti domiciliari ma l'1 luglio sarà chiamato in Tribunale per rispondere di un'altra mazzetta ricevuta dall'imprenditore Amedeo Carluccio.


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Lo scenario

Il sequestro