Non sono disponibile a partecipare alle primarie per la scelta del candidato sindaco”. Non lascia spazio ai dubbi il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione. In occasione della presentazione della giunta avvenuta lo scorso 22 dicembre, il primo cittadino si è soffermato sul futuro politico suo e dell’amministrazione. Quello delle primarie è un tema che si sta facendo strada nella politica a Torre Annunziata. Utilizzate per la prima volta nel 2017 dalla coalizione di centrosinistra, non sono pochi i dirigenti politici (molti nel PD, ndr) che chiedono di utilizzare questo strumento, nel 2022, per individuare il candidato sindaco.

Il 27 febbraio 2017 l’attuale sindaco fu scelto attraverso le primarie. La sfida tra Ascione e il dottore Carmine Alfano portò alle urne poco più di 4mila persone che scelsero tra i due sfidanti nei quattro seggi allestiti per l’occasione. Fu un trionfo di partecipazione che rivitalizzò una coalizione senza mordente, attaccata ogni giorno dagli avversari Ciro Alfieri e Pierpaolo Telese. Ascione vinse contro Alfano per appena 58 voti di scarto.

Adesso arriva il no del sindaco. “La mia candidatura nel 2022 naturalmente non è scontata. Nello statuto PD non è previsto che il sindaco uscente faccia le primarie – afferma Ascione - Se la coalizione che si formerà intorno al PD vorrà la mi ricandidatura bene. Se invece la coalizione opterà per le primarie, credo di aver già dato in passato e quindi penso proprio che non ci sarà una mia partecipazione”. Per scongiurare le primarie Ascione dovrà portare a casa diversi risultati, che lui stesso indica come basilari. “La migliore risposta è realizzare le cose e superare i ritardi. Le priorità sono le opere del watefront, e quindi il completamento del parco urbano, la bonifica della Salera, le Arcate Borboniche e la darsena dei pescatori. A questi si aggiunge la ristrutturazione dello stadio Giraud. Questi sono i risultati che intendo consegnare alla città tra un anno e mezzo”.