Presentata la mozione di sfiducia contro Vincenzo Ascione. Il sindaco di Torre Annunziata conoscerà il suo destino tra 10 giorni, quando la richiesta, firmata da due terzi del consiglio comunale, verrà discussa in aula. Un tira e molla che ha tenuto banco negli ultimi giorni, specialmente nell’ultimo weekend.

Un sindaco con i giorni contati. Da mesi sull’orlo di un precipizio. Deciso a continuare a restare in piedi, nonostante una folla di consiglieri che sta cercando da mesi di spingerlo nel baratro. Tra questi c’è l’intero gruppo consiliare del Partito Democratico (ad esclusione del presidente del consiglio Giuseppe Raiola), ormai agli antipodi con la linea politica del primo cittadino. Poi una manciata di membri dell’opposizione, monche di due firme “eccellenti”. Oltre a questi, i “mal di pancia” di Michele Avitabile per il mancato appuntamento con il tradizionale mercato del pesce.  Un altro malumore che aumenta le possibilità di uno scioglimento anticipato dell’amministrazione comunale, mai così vicino prima d’ora. E in questo scenario, Ascione, sempre più solo, è costretto a navigare a vista.

Gli ultimi due consigli comunali hanno dimostrato che, al momento, solo l’aritmetica consente ad Ascione di guidare ancora l’amministrazione. Solo 11 consiglieri (compreso il presidente del consiglio) sono al suo fianco, per il momento. Ora con la mozione sono 10 i consiglieri che vogliono posse fine al governo Ascione. Se l’opposizione intera voterà contro, basterà un solo nome per far saltare la poltrona del sindaco.