“Non posso escludere un mio disimpegno per le prossime elezioni amministrative. La voglia di continuare, di dare una mano alla mia città, di mettere al suo servizio esperienza e impegno personale è ancora tanta. Ma se vengono meno le condizioni che mi spinsero a candidarmi a sindaco nel 2017, vincendo prima le Primarie e successivamente le elezioni comunali, ne prenderò atto e mi farò da parte”.

Il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione ha ammesso l’esistenza di una possibilità di farsi da parte nel prossimo futuro. Lo ha scritto nella relazione presentata in consiglio comunale questa mattina e con la quale ha illustrato il cammino percorso finora e le difficoltà che ha incontrato.

“In una città ancora fortemente martoriata da fenomeni camorristici ritengo sia stato fatto il massimo possibile con le risorse economiche ed organizzative disponibili – ha continuato il primo cittadino -. Non nego che durante il mio percorso abbia commesso degli errori, ma nessuno è infallibile. Sono, però, una persona perbene, ho sempre agito nell’interesse della collettività e secondo i principi del buon padre di famiglia, anche se non si è mai grandi abbastanza per imparare”.

Lo scandalo mazzette all’ufficio tecnico, i continui rimpasti in giunta, con in mezzo la pandemia, hanno fortemente messo in crisi l’amministrazione: “Fare il sindaco in una città come Torre Annunziata, con l’aggravante di nuovi problemi non previsti e prevedibili, è molto usurante”. Ecco perché al momento Ascione ha parlato della possibilità di non candidarsi alle prossime elezioni. C’è però da terminare l’attuale consiliatura: “Continuerò in questo ultimo periodo del mio mandato impegnandomi con tutte le mie forze per raggiungere quegli obiettivi che mi sono dato insieme alla forze politiche che compongono l’attuale maggioranza – ha concluso - alle quali sono e sarò sempre grato per il sostegno che mi hanno dato in questi oltre 4 anni di vita insieme”.

il bilancio