Ascione prova a blindare la sua “maggioranza” e va avanti. E’ l’esito della riunione tenutasi questo pomeriggio a Rovigliano. All’orizzonte le prossime manovre amministrative in attesa delle decisioni della commissione d’accesso.

Il futuro del sindaco Vincenzo Ascione resta appesa a un filo, con una “maggioranza inventata”. Tra i vari temi di confronto il prossimo consiglio comunale (data più probabile il 26 ottobre prossimo) per l’approvazione del bilancio consolidato. Un atto necessario per sbloccare il nodo assunzioni al comune, uno dei problemi atavici che il sindaco ripete ad ogni scadenza, come un ritornello.

“Proseguiamo avanti per questa strada, ora c’è necessità di lavorare e continuare su questa strada”, ha spiegato il consigliere Bruno Avitabile. Al momento i fedelissimi di Ascione restano in sella, nonostante voci sempre più insistenti di malumori all’interno della nuova maggioranza, trincerata nel silenzio. Nessuna parola al di fuori degli uffici di via Schiti.

L’arrivo della commissione d’accesso, accolta con soddisfazione dal sindaco, ha fatto storcere il naso ai suoi consiglieri più stretti. Eventuali decisioni drastiche degli ispettori sullo scioglimento del comune e l’inibizione di eventuali candidature alle prossime elezioni avrebbe spaventato chi invece sta studiando da tempo di presentarsi al voto. Nella relazione che la commissione d’accesso scriverà potrebbero essere menzionati dei profili ritenuti “a rischio”, ai quali potrebbe essere impedita la candidatura.

Una paura per questa sorta di “Daspo” che in futuro potrà essere parzialmente svelata da assenze “chirurgiche” ai consigli comunali e alle commissioni consiliari. Un profilo basso e distaccato, in attesa di tempi migliori. “Nessun malumore – ha riferito il presidente del consiglio comunale Giuseppe Raiola – sono solo chiacchiere da bar. In questo momento ci sono cose importanti da fare. E in più ci sono le richieste presentate dagli ispettori della commissione d’accesso che dovranno essere soddisfatte in tempi molto brevi. Non c’è tempo da perdere su dissidi che non hanno motivo di esistere. L’esigenza è quella di fare quadrato attorno al sindaco e andare avanti”.

E proprio Ascione, dal canto suo, è rimasto sempre fermo sulla sua decisione di non dimettersi, a qualsiasi costo. Una certezza che non è stata scalfita dallo scandalo delle mazzette all’ufficio tecnico, dai continui rimpasti di giunta e da un bilancio presentato sul rotto della cuffia e con una maggioranza praticamente riscritta. La stessa maggioranza che non esiterà a cambiare nuovamente “bandiera” nel caso in cui la commissione d’accesso dovesse smascherare altre irregolarità.