Un sindaco rimasto senza vicesindaco e assessore, andati via sbattendo la porta. Ha provato a guardarsi intorno prima di agire e correre ai ripari azzerando la giunta.

Due dimissioni protocollate prima che il sindaco comunicasse la sua decisione di cancellare gli assessori nominati 5 mesi prima. Si tratta di Raffaele Pignataro e Stefania Caiazzo, entrambi pronti a rimettere il mandato per incompatibilità sopraggiunte e motivi personali. Un retroscena che arricchisce il caos che regna nell’amministrazione comunale di Torre Annunziata.

Un terremoto politico che oggi si è arricchito di altre nuove scosse. Andando con ordine, è stata convocata per oggi pomeriggio un vertice di maggioranza. L’obiettivo era quello di verificare le forze politiche a disposizione per mantenere i numeri in consiglio comunale. Nel corso della riunione, però, il primo sussulto. Un comunicato diffuso dall’amministrazione in cui viene azzerata nuovamente la giunta. Appena cinque mesi dopo il primo azzeramento, scaturito dall’arresto dell’ex dirigente dell’ufficio tecnico comunale (ora in carcere per lo scandalo mazzette), la nuova decisione.

In un primo momento la scelta era stata inquadrata nella verifica e conseguente spartizione di posti in giunta con le forze politiche rimaste a sostegno del sindaco. E tirare avanti almeno per un altro anno. Un’ipotesi poi cancellata dall’indiscrezione secondo la quale ben due assessori hanno protocollato le loro dimissioni pochi minuti prima dell’azzeramento di Ascione.

Indiscrezioni che hanno trovato conferma nelle parole dei diretti interessati. Se la Caiazzo (data già per dimissionaria qualche girono fa dopo il litigio tra il PD provinciale e il sindaco Ascione) ha parlato di problemi personali alla base della sua scelta, diverso è stato il caso di Raffaele Pignataro. Due giorni fa l’avvocato era stato nominato anche vicesindaco, a seguito dell’addio di Lorenzo Diana: “Ho accettato la carica – ha spiegato Pignataro – poi sono dovuto tornare indietro sui miei passi, a causa del clima poco sereno in cui mi sono ritrovato a dover lavorare”.

la decisione

La conferenza

l'addio del pd al sindaco