La Renault Captur crivellata di proiettili sul corso Vittorio Emanuele III appartiene alla compagna di un boss di Torre Annunziata.

E’ uno dei pochi elementi venuto a galla nel corso delle indagini scaturite dal raid avvenuto la sera di sabato 22 agosto. Un avvertimento o forse altro, alla base del gesto di ignoti che hanno percorso una delle strade principali della città fino ad affiancarsi all’auto parcheggiata sul ciglio della strada, all’altezza del civico 117.

Continua il lavoro del commissariato di Polizia coordinato dal dottor Claudio De Salvo. Gli inquirenti hanno da subito puntato il dito contro l’assenza di testimoni e di denunce, nonostante l’orario in cui presumibilmente sia avvenuto il raid.

Dalle indagini, è emerso però che l’auto coinvolta risulta di proprietà di una donna già nota alle forze dell'ordine per precedenti specifici che riguardano fatti di droga e considerata vicina ad un esponente di spicco dei “Tittone”. Secondo gli inquirenti si tratta di una famiglia che rifornisce varie piazze di spaccio nella città, rompendo l’equilibrio con le piazze limitrofe. Non è escluso, infatti, che proprio per questo motivo sia scaturito “l’avvertimento” di sabato scorso.

la reazione

il caso