“Il sindaco pensa a nascondere la polvere sotto il tappeto. Se non fosse per Lorenzo Diana, i nostri appelli sarebbero caduti nel nulla. Mi auguro che il piano anticorruzione venga approvato al più presto”.

Non si è fatta attendere la controreplica di Germaine Popolo dopo il commento espresso dal Vincenzo Ascione sull’interruzione del consiglio comunale di ieri. Una seduta interrotta per via del mancato numero legale e che ha fatto infuriare il primo cittadino. Ascione ha espresso un duro commento contro i consiglieri “colpevoli” di aver abbandonato l’aula interrompendo la discussione. Tra questi anche Germaine Popolo: “Il numero legale era venuto meno già prima di arrivare alla discussione sul Piano anticorruzione – ha spiegato la Popolo, in quanto alcuni Consiglieri della sua maggioranza avevano abbandonato l'aula per non votare i debiti fuori bilancio. La verità è che il Piano Anticorruzione ha subito molte resistenze prima di essere inserito all'ordine del giorno, tant'è che è approdato in consiglio comunale come ultimo argomento di discussione. Se il Sindaco teneva al Piano Anticorruzione come dice, vorrei capire perché non lo ha inserito al primo punto all'ordine del giorno, invece di posporlo a tutti gli altri punti finanche ai debiti fuori bilancio”.

Ma c’è dell’altro. Germaine Popolo punta il dito contro il ritardo con cui è stata presa l’iniziativa del piano anticorruzione: “Solo dopo le mazzette”, ha ricordato la consigliera. “Utilizzasse la comunicazione istituzionale – ha continuato - per dire alla città che grazie al lavoro svolto in sinergia con il Vicesindaco ed assessore alla trasparenza Lorenzo Diana sono state finalmente messe sotto la lente di ingrandimento le più importanti procedure di affidamento di appalti pubblici, risultando purtroppo che molte delle gare gestite in seno all'ufficio tecnico sotto l'egida dell'ex dirigente non risultano pubblicate sul MePa, con una gestione 'opaca', tra cui quella sull'impianto di videosorveglianza, quella sull'ampliamento dell'isola ecologica, il parco urbano e la sosta a pagamento. La legalità e l’anticorruzione non si predicano – ha concluso la Popolo -, si praticano con gesti di aiuto concreto ai cittadini e con scelte nette di verità”.


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