“Abbiamo fatto i salti mortali per mantenere l’equilibrio, ma è necessario che ai comuni vengano nuovamente assegnati i fondi tolti ormai da 10 anni per la programmazione e lo sviluppo. Senza queste risorse, è difficile restare a galla, corriamo sul filo del dissesto”.

A dirlo è Nunzio Ariano, dirigente dell’ufficio finanziario del comune di Torre Annunziata, a margine dell’approvazione del rendiconto della gestione per l’esercizio 2019 in consiglio comunale. L’assise oplontina si è riunita nell’aula consiliare di Rovigliano per discutere di bilancio. Unici assenti la consigliera comunale Maria Teresa De Martino, l’assessore Roberta Ramondo e il consigliere Mauro Iovane.

A parlare nel dettaglio è stato Nunzio Ariano. A margine della seduta, ha spiegato che l’anno scorso è stato caratterizzato da una perdita di 1,4 milioni, al netto dell’ordinario. “Se negli anni scorsi abbiamo dovuto fare i conti con debiti fuori bilancio per un valore complessivo di circa 270mila euro – ha spiegato Ariano - quest’anno abbiamo dovuto fare i conti con l’assegnazione da parte di un giudice, nonostante si fosse in agevolazione di cassa, di un esborso di 1,4 milioni relativa a una procedura di esproprio di 25 anni fa. Abbiamo dovuto pagare adesso una inadeguata gestione di 25 anni fa”.

La maxi penale si riferisce ai mancati contributi della legge 219/81 per il Quartiere Carceri. Le legge predisponeva finanziamenti per provvedimenti di ricostruzione e sviluppo dei territori e delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del novembre 1980. “Un taglio di questa portata ha bloccato tutte le attività finanziarie – ha continuato Ariano -. Abbiamo trovato l’equilibrio, altrimenti saremmo finiti in predissesto”.

Secondo il dirigente, questo problema parte dal mancato federalismo fiscale: “Oggi questo piano è lontano dalla concreta attuazione. Si dovrebbe andare verso una riconversione totale che ridia ai comuni tutte quelle risorse necessarie per programmare una ricostruzione senza sperare in finanziamenti regionali o nei privati. Di miracoli ne abbiamo fatti parecchi finora – ha concluso - ma non possiamo farli sempre”.