Non tutti saranno chiamati a lavorare. Inizieranno in 14”. Un modo diplomatico, quello scelto da Alfonso Malacario, presidente di Prima Vera, per confermare le indiscrezioni riportate dal quotidiano locale Metropolis sulle assunzioni nella controllata del comune di Torre Annunziata. In buona sostanza, non tutti hanno i requisiti richiesti nel bando di domanda pubblicato dall’Ente oplontino a fine luglio per sopperire alla mancanza di personale nella società che si occupa di raccolta rifiuti e pulizia delle strade. Non è un problema di poco conto, considerando che le autocertificazioni false sono punite dal codice penale.

Che il bando oplontino non sia nato sotto una buona stella è stato evidente fin dalle battute iniziali. La prima stesura del 29 luglio 2015 prevedeva l’assunzione a tempo determinato di 20 unità lavorative, incrementate a 26. Di qui, poi, le oltre 900 domande e le voci sempre più insistenti di brogli o di posti già assegnati. La scelta del sindaco, Giosuè Starita, di affidare ad una commissione esterna il compito di vagliare tutte le richieste pervenute e il sorteggio tramite bussolotto “per rendere la procedura più trasparente”. Ad una prima verifica, per la quale sono stati impiegati quasi 3 mesi, sono state scartate 380 domande, risultate non conformi a quanto riportato nell’avviso pubblico. Nelle ultime ore, poi, la conferma di indiscrezioni che circolavano da tempo sulla mancata assunzione di alcuni sorteggiati.

“In tempi brevissimi – continua il presidente di Prima Vera – faremo altri sorteggi. Spero che in 10 o 15 giorni riusciamo ad estrarre i nomi per completare la squadra dei 26 e già stileremo le graduatorie per i prossimi 6 mesi, composte da altre due squadre”.

Voce critica di Luciano Donadio, referente della lista civica ‘Insieme per Torre’, che ha accusato: “Andavano verificati prima. È stato fatto un percorso inutile”. Polemiche spente sul nascere dall’avvocato Francesco Alessandrella, uno dei quattro della commissione che ha esaminato le domande: “Il nostro compito era solo quello di verificare la correttezza delle richieste pervenute al comune. Solo in seguito si è potuti passare al controllo della veridicità dell’autocertificazione attraverso gli enti preposti quali il collocamento e la Prefettura”.


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