Resta in carcere Carmela Gionta (67 anni), sorella di Valentino, il boss fondatore dello storico clan di Torre Annunziata. Così ha deciso in serata il gip del Tribunale di Torre Annunziata, Antonio Fiorentino, che ha convalidato il fermo della donna, finita nel mirino della Dda di Napoli con le accuse di usura ed estorsione aggravate dal metodo mafioso. 'Zia Carmela', assistita dall'avvocato Salvatore Irlando, non ha risposto alle domande del giudice, nel corso dell'interrogatorio di garanzia durato venti minuti al carcere di Poggioreale. Nonostante sia in cella da quasi 72 ore, Carmela Gionta è apparsa serena. La Dda, intanto, starebbe già approfondendo i nuovi filoni d'inchiesta, collegati alle intercettazioni trascritte nel decreto che martedì ha portato al fermo della sorella del superboss di camorra di Torre Annunziata.

Nei prossimi giorni è attesa la "conversione" del fermo in ordinanza di custodia cautelare. Un chiaro segnale dell'Antimafia. I pm Filippelli e Siragusa vorranno vederci chiaro soprattutto sulle vicende relative ai presunti 'diktat' di Carmela Gionta sulla 'spartizione' dei posti di lavoro presso il nuovo centro commerciale di Torre Annunziata. Richieste non esaudite. Le aziende, infatti, restano totalmente estranee alle indagini. Scontato che lo stesso gip Fiorentino si dichiari incompetente, trasmettendo così  tutti gli atti a Napoli.

 

Frosi: "Adesso clan debole"

La ‘tangente’ sui morti

Le intercettazioni

Le mira dei Gionta su Porto, Cimitero e Centro Commerciale

Le minacce all'imprenditore

Tassi usurai fino al 120% annui

Il fermo di Carmela Gionta