Torre Annunziata. “Gaetano Amoruso fa parte del gruppo di fuoco del clan Gionta. Ha partecipato all’omicidio di Pasquale Nasto. Il suo compito fu quello di ‘specchiettista’. A sparare a Nasto fu Sasà Paduano”. ‘Incastrato’ con poche frasi. Ad inguaiare Gaetano Amoruso (23 anni), il genero del boss di camorra Aldo Gionta, finito in manette ieri sera con l’accusa di associazione di stampo mafioso, dopo il blitz condotto dai carabinieri del nucleo operativo di Torre Annunziata a due passi da via Bertone (vedi link collegato, ndr), è il pentito del clan Michele Palumbo ‘monnezza’.

Palumbo ha di recente scelto di collaborare con la giustizia e alla dda di Napoli, nel corso dell’interrogatorio del 2 luglio 2015, ha rivelato agli inquirenti particolari agghiaccianti sull’agguato costato la vita a Pasquale Nasto, fratello di Aniello, altro ‘pentito’ dei Gionta. Suo fratello "parlava troppo". Pasquale Nasto (40 anni, ipovedente) fu ucciso per vendetta nel 2008 da sicari in azione in via Roma nei pressi di un meccanico.

“Gaetano Amoruso – ha svelato Palumbo – è molto vicino a Sasà Paduano (il baby-boss ritenuto a 21 anni il nuovo reggente del clan). Fu proprio Sasà Paduano a riferirmi che era stato lui a uccidere Pasquale Nasto e che lo specchietto lo aveva fatto Amoruso Gaetano…tutti e due si erano fatti tatuare come me il simbolo della morte. Io ce l’ho sulla coscia destra”.      

Gli sviluppi

il profilo del nuovo 'boss'

I retroscena/2

L'arresto