Niente bando di gara per le concessioni demaniali a Torre Annunziata. La scorsa settimana gli attuali concessionari si sono recati al Comune per ritirare il rinnovo automatico delle concessioni. Il sindaco Ascione infatti ha deciso nella proroga fino al 2033, sposando la linea della legge italiana tanto contestata a livello europeo e bocciata da diversi Tar (tra cui il Tar Campania). Per capire meglio la vicenda però, è necessario fare alcuni passi indietro. La normativa prevede il rinnovo automatico di 15 anni delle concessioni, a patto che le aziende concessionarie abbiano i requisiti previsti dalla normativa.

IL RICHIAMO DELL’UE – Ad inizio dicembre la Commissione Europea invia una lettera di messa in mora all’Italia. L’UE boccia il rinnovo automatico e chiede di “garantire trasparenza e parità di trattamento” nell’assegnazione delle concessioni demaniali marittime. La direttiva europea infatti (la Bolkestein, ndr) prevede la libera concorrenza anche sul demanio marittimo, attraverso bandi pubblici, entro il 31 dicembre 2020, per l’assegnazione delle aree demaniali.

LA DELIBERA DI GIUNTA – Ascione convoca una giunta nella quale si approva un atto di indirizzo finalizzato alla possibilità di proroga delle concessioni demaniali marittime. Nella delibera si dice agli uffici comunali di “valutare la possibilità di dare attuazione alla normativa che estende di 15 anni le concessioni se sussistono i requisiti di legge”. Una decisione da prendere subito per il Comune, visto che le concessioni scadono il 31 dicembre 2020. I tempi per fare una gara non ci sono più, quindi il Comune si muove spedito verso la proroga automatica. Cosa che avviene prima con una pec inviata ai concessionari durante le festività natalizie e poi con il ritiro delle concessioni, avvenuto giovedì scorso.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI MERCOLEDI – Intanto sul tema delle concessioni c’è uno specifico ordine del giorno richiesto dalle opposizioni. Consegnare la proroga delle concessioni una settimana prima dell’assise a molti è sembrato un gesto per stroncare sul nascere la discussione. E una scelta frettolosa e poco trasparente secondo molti, oltre ad essere inopportuna vista la fase storica che vive il comune oplontino, senza giunta e senza un dirigente dell’ufficio tecnico. “Altro che fretta – si giustifica Ascione – eravamo anche in ritardo”. Ma perché si è accumulato questo ritardo, visto che si sapeva che le concessioni scadevano il 30 dicembre? E perché si è deciso di applicare una legge già bocciata da diversi Tar (tra cui il Tar Campania) e, nei fatti, anche dall’Unione Europea che, senza valide giustificazioni, avvierà una procedura d’infrazione? E infine, visto che oramai i tempi per fare una gara non c’erano più, non era più opportuno aspettare il consiglio comunale e raccogliere tutti i punti di vista prima di procedere verso una proroga ad occhi chiusi?